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martedì 9 ottobre 2012

LE MONTAGNE INCANTATE

1912 - 2007





mostra del 2007

Le Montagne Incantate






31 ottobre - 9 dicembre, 2007 - Mostra

Il 30 ottobre p.v. si inaugura al Castello Cinquecentesco dell’Aquila, nei suggestivi spazi del Museo Nazionale d’Abruzzo, una mostra dedicata alle “Montagne Incantate” di Michelangelo Antonioni, la serie di opere pittoriche e di ingrandimenti fotografici che il regista cominciò a realizzare alla fine degli anni settanta, al culmine di una lunga carriera di successi cinematografici.
L’evento che assume un significato evocativo, vuole essere l’omaggio di una sede museale ad una così carismatica e versatile personalità artistica. Il progetto, a cura di Anna Imponente, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per l'Abruzzo è stato realizzato in collaborazione con le Gallerie Civiche di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, e con l'Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” e l’Accademia dell’Immagine dell'Aquila.
Lo stesso Antonioni così spiegava questa esperienza: “Per me regista si è trattato di una interessantissima sperimentazione. Non mi ha mai sfiorato il pensiero di toccare il mondo dell'arte, anche perché non saprei a quale forma d'arte assegnare questi oggetti. Se è vero che scarabocchiando quei pezzi di carta sono evaso dal cinema, è anche vero che attraverso l'ingrandimento fotografico in qualche modo al cinema mi sono riavvicinato”.

La mostra propone centosessanta opere, sessantasette dipinti originali e novantatré blow up che “esplorano i prodigiosi effetti resi dall’ingrandimento delle minuscole tempere che configurano, agli inizi per casualità, l’immagine della montagna. Si tratta di un’ineffabile forma astratta – scrive in catalogo Imponente - capace di generare sulla carta una serie infinita di possibilità combinatorie”. Il progetto, infatti, mette in evidenza i rapporti tra i paesaggi filmici della assai più nota produzione cinematografica, da Deserto rosso (1964), a Zabriskie Point (1970) eProfessione reporter (1974), ai film più recenti e ai documentari realizzati nel corso di una lunga carriera, con la serie degli inediti dipinti a tempera di piccolo formato e con gli ingrandimenti d'autore, i cosiddetti “blow up”, dal titolo dell'omonimo film del 1966. Una mostra che riesce anche a “coniugare la poetica di Antonioni con l’identità dello spazio; la sede del Forte Spagnolo connotato da un altrettanto grandioso fondale naturale: il massiccio del Gran Sasso d’Italia che offre una location non neutrale al tema dei paesaggi visionari di Antonioni. Per la particolare ubicazione consente un gioco a effetto, di rimandi e di confronti tra lo spettacolo della mutevole realtà naturale della montagna appenninica che lo contorna e la finzione, o meglio, la autonoma realtà di quei miraggi di monti che non configurano alcuna possibile geografia”.

Nel corso della mostra verranno proiettati alcuni dei più famosi film del regista. Il catalogo bilingue, italiano e inglese, pubblicato da Gangemi editore è corredato da un'antologia critica con le testimonianze, tra gli altri, di Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi, Lorenza Trucchi, Tullio Kezich.
tratto dal sito del Museo Nazionale D'Abruzzo

lunedì 8 ottobre 2012

MICHELANGELO ANTONIONI

1912 - 2007
NEL CENTENARIO DELLA NASCITA


http://www.michelangeloantonioni.it

leggi
by New York Times




L' ECLISSE  (1962)




Michelangelo Antonioni: L'Eclisse

Di Spleen


fonte: www.debaser.it

Opera recensita da Spleen

e valutata: ●●●●●
Informazioni nel web: Michelangelo Antonioni
Opere collegate: L'Eclisse
Artisti collegati: Michelangelo Antonioni «Una serie impressionante di film orripilanti che lo collocano nell'Olimpo dei peggiori registi di tutti i tempi»
"1962. A Firenze per vedere e girare l'eclisse di sole. Gelo improvviso. Silenzio diverso da tutti gli altri silenzi. Luce terrea, diversa da tutte le altre luci. E poi buio, immobilità totale. Tutto quello che riesco a pensare è che durante l'eclisse probabilmente si fermeranno anche i sentimenti. È un'idea che ha vagamente a che fare con il film che stavo preparando, una sensazione più che un'idea, ma che definisce già il film quando ancora il film è ben lontano dall'essere definito. Avrei dovuto mettere nei titoli di testa di "L'eclisse" questi due versi di Dylan Thomas:"... qualche certezza deve pure esistere, se non di amare bene, almeno di non amare" è Antonioni stesso che parla di come immaginasse che l'eclissi di sole porti a un congelamento dei rapporti, dell'amore.
Il film racconta la storia di Vittoria, un'elegante ragazza borghese interpretata da Monica Vitti, che chiude una lunga relazione con