È raggiungibile attraverso il sentiero C.A.I. 527 o col sentiero 525; inoltre è attraversato dal sentiero appenninico di crinale 00 (Alta Via).
Importanti cime vicino al Monte Giovo sono il Monte Rondinaio, il Sasso Tignoso, l'Alpe Tre Potenze. Nei giorni particolarmente limpidi la vista dalla vetta può arrivare persino al mare.
Sulla cima si erge la Croce degli Scout, realizzata per volontà di Emilio Balestri e Tullio Marchetti nel 1963 e restaurata dal Gruppo Scout Vignola 2 nel 1998. (fonte: wikipedia)
agli alpini "Questa canzone parla di un gruppo di cento giovani
Alpini, partiti dai loro paesi alle falde del Monte Nevoso per andare a combattere
e a morire per l'Italia nella prima Guerra Mondiale. Il Monte Nevoso (m. 1796) si trova nelle Alpi Giulie"
Bixio Cherubini, Figlio e nipote di due garibaldini (questa la causa del nome particolare), dopo essersi arruolato come volontario nella Prima guerra mondiale, iniziò a scrivere i primi testi in questo periodo, pubblicando una raccolta di poesie, Canti in grigioverde.
Nel1919si trasferisce aRomaper frequentare l'Università, ma in realtà si dedica alla musica leggera (contro il volere del padre, docente universitario, che lo vorrebbe laureato), scrivendo alcune canzoni, tra le quali riscuote particolare successo il branoCiondolo d'oro, su musica di Guglielmetti: proprio per questo motivo Cherubini decide di abbandonare gli studi. In breve tempo consolida la sua carriera con altri brani di grande successo, spesso sulle musiche del MaestroDino Rulli, qualiApaches,Mimì,Yvonne,Fox trot della nostalgiao del MaestroAlfredo Del Pelo, comeBiondo corsaro(del1924), e decide di fondare leedizioni musicali La Casa della Canzone.
Il Nevoso, con i suoi 1796 metri è
la vetta più alta del territorio alle spalle di Trieste. Dalla sua cima, che
domina isolata su un vasto orizzonte, si gode un panorama estesissimo: verso
sud il Quarnero con le sue isole, a nord le Alpi, tutt'intorno un mare
sterminato di boschi.
Il gruppo si eleva sul margine
nord-orientale del vasto altopiano della Piuca, che da S.Pietro del Carso e
Postumia si estende verso sud-est tra la valle del Timavo e quella del
Circonio. Le due vette maggiori sono appunto il Veliki Sneznik (Nevoso) a sud e
lo Javornik (Pomario) a nord.
Razgled s Snežnika. Foto: Vid Pogačnik.
La quota,
l'isolamento e la lontananza dai due golfi di Trieste e del Quarnero sono
fattori che determinano abbondanti precipitazioni nevose, con permanenza della
neve fino a primavera inoltrata. Tale caratteristica ha reso famosa questa cima
fin dai tempi antichi, infatti già i Romani lo avevano battezzato Albio.La zona attorno costituisce, per ricchezza e varietà
della vegetazione un'importante riserva naturale botanica. Qui si trovano
infatti molte specie floristiche che si incontrano sia sulle Alpi che nei
Balcani. Attorno alla vetta, in particolare, si trovano specie relitto di ere
geologiche passate.La conformazione del territorio è
tipicamente carsica, molto mossa, con moltissime doline, grotte, baratri e
campi solcati. In tutta l'area, quindi, non esistono corsi d'acqua
superficiali.In quest'ambiente ancora integro e selvaggio vivono
orsi, cervi, cinghiali, qualche lince e tanti altri animali selvatici.
Il percorso:
dal rifugio di Sviscaki, posto ai
bordi di un'ampia dolina prativa, si inizia a salire per un sentiero che
s'inoltra nel fitto bosco di abeti e faggi, e che risale con moderata pendenza
il boscoso dosso del Lom (m 1482). Dopo circa un'ora e un quarto di cammino si
esce dal bosco e si perviene ad una larga sella. Da questo punto è ben visibile
il caratteristico cupolone terminale del Nevoso. Si prosegue su terreno aperto,
tra mughi e ginepri, raggiungendo due piccoli circhi glaciali tra il Piccolo
Nevoso (Mali Sneznik) e la cima principale. Superando prati e roccette, lungo
il breve crinale, si raggiunge il rifugio "Koca na Snezniku", pochi
metri sotto la vetta.
ore 2.15 da Sviscaki
Discesa:
organizzandosi con due automobili si può scendere a Masun. Dapprima,
per un breve tratto, lungo il sentiero di salita, poi lungo la cresta est del
Mali Sneznik (Piccolo Nevoso) lungo il sentiero europeo n. 6 (dal Mar Baltico
all'Adriatico). Raggiunta la cima del Piccolo Nevoso si inizia la discesa
lungo i versanti settentrionali del gruppo. Passando vicino alla grande
dolina chiamata Pekel (Inferno), profonda quasi 80 metri, si prosegue - a
tratti su carrareccia - per sentiero fino a raggiungere, a quota 1109 la
strada che collega Masun a Sviscaki. Abbandonando la rotabile si continua per
sentiero mantenendosi costantemente alla stessa altitudine, si costeggia il
versante nord del Monte Javor e si scende nuovamente verso la rotabile,
giungendo dopo circa 2 km alla località di Masun con la sua caratteristica
locanda.ore 3.30 dalla cima.
Scritto da redazione mercoledì 3 aprile 2013 alle 10:39
Firenze – Sono 10mila gli studenti che, dalle scuole primarie sino all’università, in Italia e all’estero, hanno partecipato al concorso scolastico “Il Tempo della Poesia” dedicato a Giovanni Pascoli ed indetto per l’anno 2012-2013 dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca in occasione del centenario della morte del poeta. La premiazione dei vincitori si terrà sabato 6 aprile alle ore 11 nel Teatro dei Differenti a Barga (Lucca).
170 gli istituti scolastici coinvolti in tutto il Paese – più una scuola primaria italiana a Buenos Aires – con l’adesione anche da parte degli Atenei di Firenze, Pisa e Perugia.
“Un successo di partecipazione che conferma la ritrovata popolarità di un poeta – spiega Pietro Paolo Angelini, organizzatore del progetto per la Fondazione bancaria lucchese – che torna ad essere studiato nelle scuole e nelle università, con ritrovato interesse, anche fuori dai confini nazionali”.
Il concorso è frutto di un progetto della Fondazione Banca del Monte di Lucca realizzato con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia e del Comune di Lucca, in collaborazione con il Comune di Barga, la Fondazione Pascoli, le Unioni dei Comuni della Garfagnana e della Media Valle, la Conferenza dei sindaci per l’Istruzione, l’ISI Barga e altri enti del territorio.
Il progetto ha coinvolto tutte le città pascoliane, a partire da quelle dove il poeta ha studiato (i collegi degli Scolopi di Urbino e Firenze, l’Ateneo di Bologna), e dove ha insegnato (Licei di Matera, Massa e Livorno, e Università di Messina, Pisa e Bologna).
“La celebrazione del centenario della morte di Giovanni Pascoli – commenta l’assessore Scaletti – è un’occasione fondamentale per la Regione Toscana, per la sua importanza storica, ma soprattutto simbolica. La straordinaria partecipazione dei ragazzi a quest’iniziativa dà un chiaro segnale di speranza per il futuro oltre che un incoraggiamento per il nostro agire. Le ricadute economiche della cultura rappresentano un motore di sviluppo da coltivare e incentivare, ma la cultura è soprattutto il collante del sapere collettivo. E Pascoli, con la sua eredità letteraria, rappresenta alla perfezione quanto essa sia fondamentale per la crescita civile e sociale di una comunità”.
Soddisfatti anche il sindaco di Barga, Marco Bonini, ed il presidente della Fondazione Pascoli, Alessandro Adami. “Il centenario del Poeta – spiegano- non poteva che finire coinvolgendo con una grande iniziativa la scuola. La risposta è stata in linea con l’andamento di tutti gli eventi che hanno celebrato Pascoli. Basti pensare che la casa museo ha sfiorato nel 2012 quota 50 mila visitatori”.