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mercoledì 16 maggio 2012

GITA AL MONTE CROCE 12 MAGGIO 2012


Alpi Apuane
                                                                                                        


2° Piano Kedrion in Gita al Monte Croce 



12 maggio 2012

Non ci poteva essere una mattinata più bella quale scenario alla partenza da Gallicano della gita al Monte Croce, nel Parco delle Alpi Apuane, organizzata dal 2° Piano Kedrion.  I 27 partecipanti e tre adorabili rappresentati del mondo canino, si sono ritrovati puntualmente al piazzale delle ex scuole e, alle 8,45 il gruppo delle auto si è messo in movimento in direzione Palagnana. Il percorso lungo la Turrite Cava, con il lago artificiale dalle acque di un verde smeraldo intenso; il passaggio per Fabbriche di Vallico con lo splendido fabbricato e i due ponti in pietra;i suoi mulini;  e ancora su per la strada in una valle verde, vera e non di “carosello”, con scorci sulle montagne sovrastanti e immagini incantevoli del torrente dalle acque limpidissime, ha raccontato a tutti della straordinaria bellezza di questa nostra terra di Garfagnana: e siamo solo all’inizio.

Palagnana, frazione del comune di Stazzema, in Versilia, oltre lo spartiacque del crinale apuano, ci ha accolti con la sua tradizionale quiete dei paesini di montagna ma da un passato di rispetto, come stanno a testimoniare la sua chiesa , il campanile che la sua vista ci accompagnerà per gran parte dell’itinerario, e la sede della Banca Toscana oggi sede di un circolo sociale.

Lasciate le auto, zaino in spalla, un’ultima stretta ai lacci degli scarponcelli e…via lungo il percorso che all’inizio percorre un tratto di strada asfaltata, poi lungo le vie lastricate che attraversano piccoli nuclei di abitazioni dove ancora si sentono gli odori del buon vivere di un tempo, del pane cotto nel forno, del focolare di legna; attraverso orti, costeggiando pollai e sotto lo sguardo di due muli che tranquillamente ci osservano incuriositi, fino a giungere all’inizio del sentiero.  Il percorso adesso, che rivela ancora oggi le tracce di una antica mulattiera ad esempio delle vie di comunicazione di un tempo, sale in mezzo ad un bosco, prima di castagno e cerro poi di faggio, dove incontriamo una fonte di acqua freschissima eretta ne 1959 con su scolpita una frase che invita al rispetto della montagna. Successivamente passa a fianco di due maestaine, la seconda, più ampia, in prossimità del “Termine” o Colle delle Baldorie, dove ancora possiamo vedere i cippi che dalle lettere scolpite, indicano il confine tra Gran Ducato di Toscana e il Ducato di Modena.  Da qui il percorso in falsopiano ci porta in breve fuori dal bosco, sui pascoli: la spettacolare vista che si apre sui pendii erbosi freschi e luminosi del monte Croce e su le pareti di roccia e i ripidi fianchi di paleo del gruppo delle Panie è  straordinario.

Adesso il gruppo che si è riunito per una breve sosta, riprende il cammino alla volta della vetta. Di nuovo si sgrana; il sentiero sale ripido in mezzo ad un verde primaverile straordinario fitto di giunchiglie fiorite, sotto un cielo azzurro:  chi è più allenato guadagna quota, altri con calma e tenacia li seguono decisi alla meta. In mezzo ancora a giunchiglie, genziane e rare orchidee selvatiche conquistiamo la cima dove ci accoglie la “croce” del Monte Croce e dove una bandiera arcobaleno della pace, “frastuona” sotto la sferza di un vento insistente proveniente dal mare.


Le Apuane , il mare e la costa della Versilia, le isole che s’intravedono tra la foschia, il panorama sulla piana di Lucca e a sud, verso Livorno e oltre, sono di una bellezza indescrivibile. Per alcuni è la prima volta e la soddisfazione e visibile e giustificata.
Sottovento, sostiamo per il pranzo. Alcuni si adagiano sul prato sotto questo sole caldo che fa’ dimenticare i giorni passati di una primavera tradita.  Foto di gruppo, per ricordo. Un bicchiere di buon vino. Ristorati riprendiamo il cammino di ritorno. Percorriamo il sentiero panoramico che aggira il Croce, un sentiero che alterna lunghi tratti su pista erbosa e altri, brevi, su roccia. Il gruppo di nuovo si sgrana.  Si riunisce alla foce del Pollino. Sotto l’ombra di alcune piante si prende un attimo di riposo. Ora il sentiero è attrezzato con catene e discende lungo il fianco di un canale roccioso, si chiama “Le scalette”, infatti ha dei gradini intagliati in alcuni punti. Qui la scoperta del Presepe, allestito in una piccola grotta naturale che stupisce e attrae grandi e giovani del gruppo, di una bellezza assolutamente francescana. Grazie Daniele (sappiamo noi chi…)…
Al termine di questo passo, che chiude forse la parte del percorso più impegnativa ma caratteristica delle nostre apuane, ci ritroviamo alla Foce delle Porchette, valico che collega la valle della Turrite con il versante della Versilia.
Di nuovo riuniti, una sosta breve per ristorarsi e riprendere le forze per affrontare il tratto che ci riporta a Palagnana. Ancora per tracce di antica mulattiera, nel fresco del bosco, finchè poi la si perde in una pista inghiaiata che con minore interesse ci immette nell’ultime decine di metri di asfalto che ci portano alle auto.
Una citazione di merito va alla squadra nei nostri giovani, alcuni giovanissimi, ma veramente bravi : Vittoria, Ginevra, Luigi, Andrea, Leonardo e Lorenzo.
Una menzione d’onore a Wendy, Aila e Woody per aver percorso almeno tre volte tutto l’itinerario con disciplina e fedeltà,  riservando per tutti una discreta attenzione.
Un elogio per i nostri amici per la loro prima volta al Monte Croce e una cordiale stretta di mano a tutti i partecipanti; grazie per aver condiviso una giornata stupenda, passata nel bello della nostra terra.
Un saluto e… appuntamento alla prossima.

m.



Partecipanti :
Vittoria, Ginevra, Luigi, Andrea , Leonardo, Lorenzo, Martina,Daniele,Emilia, Paolo, Lucia, Tiziano, Roberta, Barbara, Marco, Enrica, Alberta, Luca,Annalisa, Ryo, Mario, PierLuigi, Sara, Leo, Mario, Domenico, Marco. E…Wendy, Aila e Woody


Le foto nel testo e di seguito, compreso il video, sono dell'amico Daniele Saisi 


(Nei prossimi giorni ne metteremo altre, scattate dai partecipanti alla gita)

mercoledì 2 maggio 2012

ALPI APUANE - MONTE CROCE m.1314


Da: Le leggende delle Alpi Apuane


"LA LEGGENDA DEL MONTE CROCE"



Narcissus poeticus L.





E’ antica tradizione che la notte del 2 novembre,
 ossia la notte dei Morti, le anime degli annegati,
 degli uccisi, degli insepolti e di tutti coloro che
 non riposano in terra consacrata passeggino nel
 folto dei boschi o sulle montagne.
               
         Nei dintorni del monte Croce, sulle Alpi Apuane, si ricorda una leggenda molto particolare: Quella delle fiammelle che una volta l’anno, nella notte del 2 novembre, tornano ad incontrarsi sulla vetta del monte. La leggenda risale al medioevo. Due giovani pastori erano di solito incontrarsi nei verdi prati sottostanti la cima della montagna; un giorno, proprio lassù, si promisero marito e moglie. Non passarono molti giorni che, a causa delle scorrerie delle navi barbaresche sulla costa, il giovane pastore fu chiamato, come molti altri giovani, a difendere i villaggi dei pescatori sul litorale. Fu proprio durante un terribile scontro che il giovane fu ucciso a tradimento. La notizia gettò nella più profonda disperazione la povera ragazza, che corse sulle balze della montagna dove tante volte aveva passeggiato con il suo promesso sposo. Iniziò a piangere e, subito, ogni lacrima che versava si trasformava in un profumato fiore. Ma tanta fu la disperazione della ragazza che, dopo pochi mesi da quel tragico giorno, si ammalò gravemente e morì. Si racconta che ogni anno, la notte del 2 novembre, due bellissime fiammelle serpeggianti vengono ad abbracciarsi sulla cima del monte Croce. Una di esse accorre dal mare strisciando leggerissima sopra la spuma dei flutti. L’altra, che subito muove ad incontrarla, proviene dai boschi della montagna. E come erano soliti fare i due amanti, queste due fiammelle si raccolgono in disparte aggirandosi di balza in balza; poi, non appena un barlume di luce rischiara l’orizzonte, scompaiono e il luogo ritorna arido, solitario e spaventoso. Chi sale alla cima del monte Croce nel mese di maggio potrà vedere i fianchi della montagna ricoperti da una vasta fioritura di giunchiglie. Sono le lacrime versate dalla giovane pastorella che sbocciano ogni primavera in candidi fiori e vanno a profumare l’aria fresca della montagna.

(tratto da : "Le leggende delle Alpi Apuane" - Paolo Fantozzi - Ed.Le Lettere, Firenze)


foto di Marco Albertini

Monte Croce 1314 m. - Parco Regionale delle Alpi Apuane
Situato tra la Foce delle Porchette e la Foce di Petrosciana, in posizione che offre una magnifica panoramica sul gruppo delle Panie, nel mese di Maggio i suoi pendii prativi presentano una spettacolare fioritura di giunchiglie.
(Alpi Apuane - Gruppo del Monte Croce e del Monte Nona )