giovedì 29 marzo 2012

Il Castagnaccio Lievitato di Giada

Ricetta da Eglio di Garfagnana

Adolfo Balduini : La Picchiatura delle Castagne
Una mattina di inizio Marzo con un sole che preannuncia primavera, Giada, una giovane amica mi chiama :
-"Mario, ho portato il castagnaccio lievitato che ho cucinato ieri sera, lo vuoi assaggiare ?"
-"Si, con molto piacere ! Ti confesso, Giada che non l'ho mai assaggiato prima d'ora ... grazie........mmm.... buono, soffice e gustoso; veramente una sorpresa piacevole . Senti, che mi daresti la ricetta, così la metto sul blog, come quella del Castagnaccio tradizionale? "
-"Si !  Certo; te la mando per e.mail. Questa ricetta viene da Eglio, da una bravissima mamma di una mia compagna di squadra.(Giada è una che pratica sport ) Ti è piaciuto, vero?"
-" Si molto, veramente . Ed è anche bello a vedersi. Il colore è quello del castagnaccio, un poco più chiaro internamente e bello colorato sulla superficie. Grazie ancora. Aspetto la ricetta, e voglio provare anche a farlo."
 -"Te la mando, poi fammi sapere come ti viene, hè? Ciao"
- " Certo, ti faro' sapere. Ciao"
. . . . . . . . .
    Ecco di seguito la ricetta del 
CASTAGNACCIO LIEVITATO
INGREDIENTI:
300 g di farina di neccio
500 ml di latte intero
buccia di 1/2 arancia
20 g di noci
pinoli q.b.
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di bicarbonato
1 cucchiaio di zucchero
PREPARAZIONE:
Setacciare la farina e amalgamare con il latte, aggiungere la scorza grattugiata dell'arancia, le noci sminuzzate, un cucchiaio di zucchero, un pizzico di bicarbonato e il lievito. Mescolate bene e mettere in una teglia imburrata. spargere i pinoli sulla superficie. Cuocere in forno per 40 min. a 180°.

 Cara Giada, come promesso ti dico come è andata:   abbiamo eseguito fedelmente la ricetta e all'uscita dal forno il Castagnaccio è risultato ben lievitato e con un bel colore caratteristico. All'assaggio si è rivelato  buono quasi quanto il tuo. L'abbiamo gustato in famiglia e ai giovani è piaciuto così tanto che si son serviti più e più volte ch' è terminato in un baleno. Ti assicuro che è stato gratificante; un vero successo che devo a te e alla mamma della tua amica di Eglio.  
Grazie ancora e Ciao
Mario 

Vino :
 Come abbinamento, per i grandi, ho aperto un Castelgreve Vin Santo del Chianti Classico DOC del 1999.

venerdì 23 marzo 2012

DENUNCIA ARPAT : "In regione 42 impianti contestati"






La denuncia dell'Arpat  (La Repubblica - Cronaca di Firenze)
"42 impianti contestati (4 nella provincia di Lucca di cui 3 in Media Valle e Garfagnana) "



"In regione 42 impianti contestati"L'Agenzia regionale per la protezione ambientale ha estrapolato i dati regionali dal rapporto del Nimby Forum. Le strutture oggetto di contestazione per timore di effetti negativi sul territorio
Sono in Toscana 42 delle 331 infrastrutture e impianti contestati in Italia per timore di effetti negativi sull’ambiente e sul territorio. Ne dà notizia l’Arpat - Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana - che ha estrapolato i dati regionali dal rapporto, recentemente presentato a Roma, del Nimby Forum, creato dalla associazione Aris per analizzare l’andamento della cosiddetta sindrome Nimby (Not In My Back Yard, cioè non nel mio cortile). Con 42 impianti contestati, la Toscana risulta la Regione più contestatrice d’Italia dopo la Lombardia (con 46 impianti osteggiati) e prima dell’Emilia Romagna (40). L’Arpat fornisce l’elenco delle 42 strutture contestate in Toscana: si tratta di 17 impianti di produzione di energia (eolica, fotovoltaica, biomasse), di 1 rigassificatore, di 6 fra elettrodotti, gasdotti o metanodotti, di 4 discariche, di 10 impianti vari per lo smaltimento rifiuti (inceneritori, cogeneratori, gassificatori, impianti di compostaggio) e di 4 termovalorizzatori. Secondo il Forum Nimby è in crescita il numero dei Comuni che si oppongono agli impianti, per cui dal Nimby si starebbe passando al Nimto, cioè Non In My Term of Office (non nel mio mandato). L’impressione è che l’elenco toscano sia errato per difetto. Non include, infatti, i casi di opposizione crescente ai lavori per la variante di valico e la terza corsia autostradale nell’area fiorentina e in Mugello, e al tracciato della autostrada tirrenica nelle province di Livorno e di Grosseto.

Questi i 42 impianti contestati in Toscana:

Cordoglio per la morte di Giuseppe Nardini, presidente del Parco delle Apuane


    Giuseppe Nardini

22/03/2012







lunedì 19 marzo 2012

MARZO E IL PASTORE - Racconto

Da "Cento Racconti Popolari Lucchesi"
      Ildelfonso Nieri
      Ed.Felice Le Monnier - Firenze 1950





 VI.

Marzo e il Pastore

Una mattina, là sul cominciare della primavera, un pastore usci colle pecore, e incontrò Marzo per la via.
Dice Marzo: - Buon giorno, pastore, dove le meni oggi le pecore a pascere?
-Eh, Marzo, oggi vado al monte.
-Bravo pastore! fai bene. Buon viaggio!- E fra sè disse: - Lascia fare a me, chè oggi ti rosolo io!-
E quel giorno al monte giù acqua a rovesci, un vero diluvio!
Il pastore però che l’aveva squadrato ben bene in viso, e non gli era parso schietta farina, aveva fatto
tutto all’incontrario. La sera nel tornare a casa rincontra Marzo:
 -Ebe’, pastore, come è ita oggi?
-È ita benone. Sono stato al piano; una bellissima giornata, un sole che scottava!
-Sì eh? Ci ho gusto (e intanto si morse un labbro) E domani dove vai?
-Domani torno al piano. Con questo bel tempo, matto sarei a mutare.
-Sì? bravo! Addio. -
E si partono. Ma il pastore, invece d’andare al piano, va al monte, e Marzo giù acqua e vento e
grandine al piano; un vero gastigo di Dio. La sera trova il pastore:
-O pastore, buona sera; e oggi come t’è ita?
-Benone. Sai? sono andato al monte, e ci è stato una stagione d’incanto. Che cielo! Che sole!
-Proprio ne godo, bravo pastore; e domani dove vai?
-E domani vado al piano; mi par di vedere certi nuvoloni su dietro l’alpe.... Non mi voglio
allontanare da casa.
-Fai bene, ti consiglierei anch’io. -
Insomma, per farla corta, il pastore gli disse sempre all’incontrario, e Marzo non ce lo potè mai
beccare. Siamo alla fin del mese. L’ultimo giorno disse Marzo al pastore: - E be’, pastore, come va?
-Va bene; ormai è finito Marzo, e sono a cavallo. Non c’è più paure, e posso cominciare a dormire
fra due guanciali.
-Dici bene. E domani dove vai?
-Domani anderò al piano; faccio più presto, e l’ho più comodo.
-Bravo! Addio. -
Allora Marzo, in fretta e furia, va da Aprile, e gli racconta la cosa, - e ora avrei bisogno che tu mi
prestassi almeno un giorno. - Aprile senza farsi tanto pregare, gli presta un giorno.
Eccoti che viene la mattina dopo, e il pastore cava le pecore e, cucciolo cucciolo, va al piano come
aveva detto, con credendo oramai nell’essere Aprile, che non ci fosse più da stare in pensieri di qualche
bussata. Ma quando è là una cert’ora che tutto il branco delle pecore era sparto per le prata, comincia una
ventipiova da fare spavento, acqua a ciel rotto, vento e neve e grandine; una tempesta che il pastore ci ebbe
da fare e da dire a riportar dentro le pecore.
La sera Marzo va a trovare il pastore che era là nel canto del fuoco senza parole e tutto
malinconioso, e gli dice:
-O pastore, buona sera!
-Buona sera, Marzo.
-Oggi com’è andata?
-Ah, Marzo mio, sta zitto; sta zitto per carità! oggi è stata proprio nera. Peggio di così neanche a
mezzo gennaro! Le ha fatte tutte e sette; si sono scatenati per aria tutti i diavoli dell’inferno. Oggi solamente
ne ho avuto per tutto l’anno. Povere le mi’ pecore! Povere le mi’ pecore!-
E per quello si dice che Marzo ha trentun giorni, perchè ne prese in prestito uno da Aprile.


Idelfonso Nieri
Ponte a Moriano  1853  -  1920
Insegnante e letterato.
Bibliografia:
- Racconti popolari.  Castelnuovo Garfagnana, Tip.A. Rosa. 1889 (pp.37)
- Racconti Popolari Lucchesi. Castelnuovo Garfagnana. Tip.A.Rosa 1891  (pp.XV-234)
- Quarantasette racconti popolari lucchesi. Lucca. Baroni 1894  (pp.88)
- Vocabolario Lucchese. edito dalla R. Accademia Lucchese. Tipografia Giusti. Lucca 1901
- Cento racconti popolari lucchesi. Livorno, Tip.Raffaello Giusti, 1906 (pp.XX-280) edizione con ritratto e Vocabolarietto dei termini dialettali.

I Cento Racconti Popolari Lucchesi, incontrarono il favore non solo del pubblico lettore, ma anche "da molti e valenti compilatori d'Antologie, come furono e sono i compianti Targioni-Tozzetti e Pascoli, il Cesareo, il Martina, il Finzi, il Piazzi, il Calcaterra, il Nannelli ed altri, non che da vari pubblici insegnanti, i quali se ne servono nelle loro scuole come saggio di toscano vivo e parlato; ai quali tutti mando i miei ringraziamenti e l'attestato della mia riconoscenza" . Così scrisse il Nieri nella Prefazione alla terza edizione del 1915.
Nella pubblicazione del 1950 dei "Cento racconti popolari lucchesi e altri racconti", Pietro Pancrazi*)  nelle pagine introduttive cita il Pascoli  che nelle sue antologie riportò una decina di racconti definendoli "  d'insuperabile vivezza e grazia" e " pieni d'arguzia e leggiadria" ed in una lettera all'amico Gabriele Briganti, poeta e bibliotecario Lucchese, scritta il 18 luglio 1900  disse: " io sono innamorato del Nieri. E' dei primi. E' superiore e di molto al Fucini" 
Aggiunge Pancrazi: " ...., il confronto non avrebbe in alcun modo retto, e il sottile Pascoli non l'avrebbe fatto, se il Nieri fosse stato un folklorista soltanto e non, un piccolo ma assai finito rinventore ed artista" 
(rif. P.Pancrazi in prefazione ediz.1950 - Felice le Monnier - Firenze)


*) Nella pubblicazione del 1950, a cura di Pietro Pancrazi,  è stata riprodotta la quarta ristampa del 1922 Tip. Giusti Livorno ( l'ultima preparata dallo stesso Nieri) e sono state riportate in appendice  quelle favole che comprese nelle precedenti edizioni erano state sostituite.
è possibile scaricare in pdf  i  Cento racconti popolari lucchesi - Scrivolo.it 
 nella seconda edizione del 1908  ed.Giusti Livorno

domenica 18 marzo 2012

Trasporto Pubblico Locale - Garfagnana e Media Valle : preoccupazione per la riorganizzazione del servizio


Documento dell' UNCEM in merito alla riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale, riorganizzazione che suscita preoccupazione per i tagli previsti al servizio nelle aree periferiche a vantaggio delle aree urbane, più forti. Una riorganizzazione così fatta  può solo contribuire ad aumentare il disagio e i costi a carico delle popolazioni della Garfagnana e della Media Valle del Serchio : esattamente nel senso opposto a quanto dovrebbe essere pianificato per garantire un servizio adeguato di collegamento, in generale per la nostra Valle e in particolare per le località della montagna, territorialmente più disagiate. 



"Documento Uncem Toscana sul percorso di riorganizzazione del tpl in toscana
Approvato nell’incontro dei Sindaci del 12 Marzo 2012
  premesso che l’impegno economico della Regione Toscana a difesa del tpl, a tutt’oggi
scarsamente sostenuto dagli impegni economici finanziari del governo che di contro ha
operato tagli rilevanti nell’intero settore, rappresenta una importante volontà a tutela delservizio pubblico;
 che in tale situazione economica, come più volte sostenuto dalla Regione Toscana, l’avvio dellagara unica regionale può prefigurare una occasione di qualificazione e riorganizzazione deiservizi;
 che le risorse disponibili per la gara unica (160 milioni per la gestione + 30 per gli
investimenti ) produrranno comunque una riduzione della quantità dei servizi erogati e dellenecessità di rinnovamento del parco mezzi;
 che il fondo di 10 milioni a sostegno per servizi minimi nelle aree deboli sebbene insufficientepuò rappresentare, se accompagnato da una efficace rete di servizi e da un’adeguatanormativa a sostegno, una semplificazione nella complessa e dispersiva organizzazione dei servizi marginali e di quelli montani in particolare.
 che a tutt’oggi le conferenze provinciali non hanno prodotto proposte di riorganizzazione delservizio adeguate e rispondenti alle risorse oggi disponibili e agli indirizzi perseguiti dellaRegione toscana;
 che la regione Toscana sta definendo in sede di conferenza regionale un proprio progetto direte regionale che tenta di risolvere tali incongruità;
 che già da quanto emerge dalle conferenze provinciali e dalla delibera regionale che approva la proposta complessiva di rete dei servizi Tpl si va prefigurando un indebolimento del servizio nelle aree montane e periferiche che non dispongono di un forte fruibilità a tutto vantaggio delle aree urbane a forte densità abitativa e di servizi ;
 che stante il peggioramento delle condizione della finanza pubblica e in particolare di quelle dei piccoli comuni che limitano le possibilità di una loro sostanziale compartecipazione al produzione del servizio;
CHIEDE
 che in sede di conferenza regionale sia salvaguardato il trasporto nelle aree montane a scarsa fruibilità garantendo i collegamenti principali nei centri minori quale funzione fondante il servizio pubblico di trasporto locale garantendo i servizi minimi previsti dalla legge, dando particolare attenzione ai servizi svolti in economia;
 che si apra un confronto preliminare con le unioni e i comuni montani propedeutico alla
definizione di un progetto di rete regionale che ne garantisca le legittime aspirazioni e
primarie esigenze;
 che si determinino conseguentemente a tali scelte le necessarie risorse (oggi ampiamente
insufficienti) , portando quanto meno a 20 Milioni di euro le disponibilità per i servizi minimi per la “Rete Debole”, al fine di garantire i servizi essenziali alla mobilità e sopravvivenza di tali territori.
 Uncem toscana si attiverà in ogni forma, luogo e modo a tutela dei legittimi interessi delle comunità che rappresenta, non disposta a sopportare ancora una volta i soli costi che tale riorganizzazione comporta a vantaggio delle aree più forti."
  

mercoledì 14 marzo 2012

CANZONE DEI DODICI MESI

FRANCESCO GUCCINI


Album  "Radici" (1972)





di Francesco Guccini, uomo di montagna, una bella canzone da gustare centellinando del buon vino rosso
TESTO

CALENDARIO : I MESI DELL'ANNO



I Mesi dell’Anno Civile


In origine il Calendario Romano fu introdotto da  Romolo, fondatore di Roma, con l’anno costituito da dieci mesi, da Marzo a Dicembre, come narra la leggenda.
Per certo il calendario Romano anticamente era di 12 mesi con il seguente ordine:

Martius, Aprilis, Maius, Iunius, Quintilis, Sextilis, September, October, November, December, Ianuarius e Febrarius.

Calendario - Mosaico Romano


Originariamente l'anno iniziava da Marzo, ma non sappiamo con precisione quando, probabilmente nel 153 aC, l’inizio dell’anno civile fu stabilito di farlo coincidere con l’inizio dell’anno Consolare , ovvero il primo giorno di Gennaio, momento della entrata in carica dei Consoli e non è da escludere anche l'origine religiosa legata alla divinita' Ianus (1). Questo comportò di conseguenza che l'ordine dei mesi numerari venisse ad essere stravolta (es. December, divenne il dodicesimo mese). L’origine del calendario di dodici mesi viene fatta risalire a Numa Pompilio, con la particolarità che, essendo basato sulla Lunazione, l’anno risultava di 355 giorni, con una differenza di 11 giorni rispetto all'anno astronomico e pertanto, per allinearlo, erano necessari aggiustamenti periodici che per vari errori di calcolo non dettero i risultati attesi. Giulio Cesare per rimettere in allineamento il calendario dispose una riforma sostanziale portando l’anno a 365 giorni ed introducendo ciclicamente l’anno bisestile, con l’intercalazione di un giorno, l’ultimo anno di ogni serie di quattro.

Infine, in tempi successivi, furono cambiati i nomi dei seguenti mesi: Quintilis in Julius, in onore di Giulio Cesare (nato il 12 dello stesso mese) e Sextilis in Augustus in onore di Augusto.

segue

domenica 4 marzo 2012

Lucio Dalla

Bologna  4 Marzo 1943 - Montreux  1 Marzo 2012 

by ondarock.it



Lucio Dalla
by ondarock.it








Dall'album "Questo è amore", l'ultimo misterioso inedito del cantautore bolognese, in un video "speciale" realizzato da Vincenzo Mollica.
(Caricato da in data 12/nov/2011)

Giovanni Pascoli - La Canzone di Marzo

1912 - 2012



Da :  I Canti di Castelvecchio



Alberto Magri - La fonte di Castelvecchio



Canzone di Marzo

Che torbida notte di marzo!
Ma che mattinata tranquilla!
che cielo pulito! che sfarzo
di perle! Ogni stelo, una stilla
che ride: sorriso che brilla
  su lunghe parole.

     Le serpi si sono destate
     col tuono che rimbombò primo
     Guizzavano, udendo l’estate,
     le verdi cicigne tra il timo;
     battevan la coda sul limo
       le biscie acquaiole.

Ancor le fanciulle si sono
destate, ma per un momento;
pensarono serpi,quel tuono;                                                                            
sognarono l’incantamento.
In sogno gettavano al vento
  le loro pezzuole.


Adolfo Balduini - Contadina
      Nell’aride bresche anco l’api
      si sono destate agli schiocchi.
      La vite gemeva dai capi,
      fremevano i gelsi nei nocchi.
      Ai lampi sbattevano gli occhi
        le prime viole.


Han fatto, venendo dal mare,
le rondini tristo viaggio.
Ma ora, vedendo tremare
sopr’ogni acquitrino il suo raggio,
cinguettano in loro linguaggio,
  ch’è ciò che ci vuole.

     Sì, ciò che ci vuole. Le loro
     casine, qualcuna si sfalda,
     qualcuna è già rotta. Lavoro
     ci vuole, ed argilla più salda;
     perché ci stia comoda e calda
       la garrula prole.




Edouard Manet  - Rondini


giovedì 1 marzo 2012

Fosco Maraini - Abetone Nido D'Aquile (1952)

Fosco Maraini    1912 - 2012

ABETONE
NIDO D'AQUILE

Documentario di Fosco Maraini
1952


by alessioabetone

 
Documentario di Fosco Maraini sui grandi campioni dell'Abetone:
Zeno Colò, Celina Seghi, Vittorio Chierroni, Gualtiero Petrucci, Gino Seghi, Franco Sisi,.