mercoledì 27 febbraio 2013

1953 Vecchio Scarpone


Vecchio Scarpone


anno 1953, Festival della canzone Italiana di SanRemo.

fra le canzoni in concorso, ne propongo una che trova in questo blog una naturale ospitalità perchè la si cantava spesso in montagna con gli amici  e in ricordo del mio primo paio di scarponi, che non era militare, tutto in pelle nera con le stringhe rosse.  E Pesante !. Lo calzavo per le scarpinate su per l'alpe e in paese quando c'era la neve. Eravamo agli inizi degli  anni sessanta.  Ancora oggi quando nevica preferisco uscire con questo tipo di calzatura:  la pedula, più leggera, in goretex. Suola vibram, come allora.
Questa canzone si piazzò al terzo posto;  un ex-aequo con "Lasciami cantare una canzone" della coppia Togliani-Reno. Vecchio scarpone era cantata da Gino Latilla e Giorgio Consolini.

propongo una versione di Luciano Tajoli con il Coro Idica da YouTube






autori :Pinchinome d'arte di Giuseppe Perotti
           Mariano Rapetti in arte Calibi
musica :Carlo Donida Labati




Lassù in un ripostiglio polveroso,
Tra mille cose che non servon più,
Ho visto un poco logoro e deluso
Un caro amico della gioventù.
Qualche filo d'erba
Col fango disseccato
Tra i chiodi ancor pareva conservar.
Era uno scarpone militar.

Vecchio scarpone
Quanto tempo è passato
Quante illusioni
Fai rivivere tu
Quante canzoni
Sul tuo passo ho cantato
Che non scordo più

Sopra le dune
Del deserto infinito
Lungo le sponde
Accarezzate dal mar
Per giorni e notti
Insieme a te ho camminato
Senza riposar
 
Lassù tra le bianche cime
Di nevi eterne immacolate al sol
Cogliemmo le stelle alpine
Per farne dono ad un lontano amor

Vecchio scarpone
Come un tempo lontano
In mezzo al fango
Con la pioggia o col sol
Forse sapresti
Se volesse il destino
Camminare ancor.

Vecchio scarpone
Quanto tempo è passato
Quante illusioni
Fai rivivere tu
Quante canzoni
Sul tuo passo ho cantato
Che non scordo più

Lassù tra le bianche cime
Di nevi eterne immacolate al sol
Cogliemmo le stelle alpine
Per farne dono ad un lontano amor

Vecchio scarpone
Come un tempo lontano
In mezzo al fango
Con la pioggia o col sol
Forse sapresti
Se volesse il destino
Camminare ancor.

Vecchio scarpone
Fai rivivere tu
La mia gioventù.


domenica 24 febbraio 2013

CHICHI BUNICHI - Teatro dei Differenti

Sabato 2 Marzo 2013

Barga





per informazioni: Comune di Barga


Manfriani e Bertieri

Musiche e canti della tradizione ebraica.
Un ricco patrimonio che ha attraversato i secoli mescolandosi alle tradizioni, agli stili, alle lingue dei tanti luoghi in cui il popolo eletto fu costretto a disperdersi dopo la distruzione del tempio di gerusalemme nel 70 d.C.
E' la tradizione popolare ebraica riproposta attraverso una serie di straordinari canti d'amore, di nostalgia, eseguiti in yiddish, ebraico, ladino, inglese, italiano.

Benedetta Manfriani, voce e percussioni
Sandro Bertieri, chitarra


BARGA 2013 : DUPLICATO TESSERA ELETTORALE -

Comune di Barga






ELEZIONI 24/25 febbraio 2013
COLORO CHE HANNO SMARRITO LA TESSERA ELETTORALE E CHE A CAUSA DEL MALTEMPO SONO IMPOSSIBILITATI A RAGGIUNGERE L’UFFICIO ELETTORALE (BARGA PIAZZA GARIBALDI) POSSONO FARE RICHIESTA TELEFONICA DEL DUPLICATO AI NUMERI DEI SERVIZI ELETTORALI 
0583 724773 - 724776 
E RITIRARE LA TESSERA PRESSO IL PROPRIO SEGGIO ELETTORALE SOTTOSCRIVENDO I NECESSARI DOCUMENTI.
L’UFFICIO ELETTORALE AL MOMENTO DELLA CHIAMATA COMUNICHERA’ L’ORARIO DAL QUALE IL DUPLICATO POTRA’ ESSERE RITIRATO.





ELEZIONI 24/25 Febbraio 2013
PROTEZIONE CIVILE UNIONE COMUNI MEDIA VALLE DEL SERCHIO
TUTTI COLORO IMPOSSIBILITATI A RAGGIUNGERE IL PROPRIO SEGGIO ELETTORALE (CAUSA NEVE) POSSONO CHIAMARE IL 

0583 805871 
PER CHIEDERE ASSISTENZA PER RECARVISI

BARGA : SCUOLE CHIUSE CAUSA NEVE IL 25/02/2013

Comune di Barga



 AVVISO 

DOMANI 25/02/2013
CAUSA GHIACCIO E NEVE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO  SARANNO CHIUSE 

giovedì 21 febbraio 2013

La Canzone del Girarrosto: poesia di Giovanni Pascoli

1855 - 1912


GIOVANNI PASCOLI  
"I Canti di Castelvecchio"
1903




La canzone del girarrosto

I

Domenica! il dì che a mattina
sorride e sospira al tramonto!...
Che ha quella teglia in cucina?
che brontola brontola brontola...

The Cook - Pieter Aertsen (1508 - 1575)  
È fuori un frastuono di giuoco,
per casa è un sentore di spigo...
Che ha quella pentola al fuoco?
che sfrigola sfrigola sfrigola...

E già la massaia ritorna
                 da messa;
così come trovasi adorna,
                 s’appressa:

la brage qua copre, là desta,
passando, frr, come in un volo,
spargendo un odore di festa,
di nuovo, di tela e giaggiolo.

II

La macchina è in punto; l’agnello
nel lungo schidione è già pronto;
la teglia è sul chiuso fornello,
che brontola brontola brontola...

Ed ecco la macchina parte
da sé, col suo trepido intrigo:
la pentola nera è da parte,
che sfrigola sfrigola sfrigola...

Ed ecco che scende, che sale,
                che frulla,
che va con un dondolo eguale
                di culla.

La legna scoppietta; ed un fioco
fragore all’orecchio risuona
di qualche invitato, che un poco
s’è fermo su l’uscio, e ragiona.

III

È l’ora, in cucina, che troppi
due sono, ed un solo non basta:
si cuoce, tra murmuri e scoppi,
la bionda matassa di pasta.
Donna con piatto di carne - Zandomeneghi, Federico (1841/1917)

Qua, nella cucina, lo svolo
di piccole grida d’impero;
là, in sala, il ronzare, ormai solo,
d’un ospite molto ciarliero.

Avanti i suoi ciocchi, senz’ira
                 né pena,
la docile macchina gira
                 serena,

qual docile servo, una volta
ch’ha inteso, né altro bisogna:
lavora nel mentre che ascolta,
lavora nel mentre che sogna.

IV

Va sempre, s’affretta, ch’è l’ora,
con una vertigine molle:
con qualche suo fremito incuora
la pentola grande che bolle.

È l’ora: s’affretta, né tace,
ché sgrida, rimprovera, accusa,
col suo ticchettìo pertinace,
la teglia che brontola chiusa.

Campana lontana si sente
                   sonare.
Un’altra con onde più lente,
                  più chiare,

risponde. Ed il piccolo schiavo
già stanco, girando bel bello,
già mormora, in tavola! in tavola!,
e dondola il suo campanello.


Dopopranzo a Ornans  -  Gustave Courbet



martedì 19 febbraio 2013

LUCCA: Vertice Unesco a marzo...

...sul linguaggio dell'arte


Lucca Città della musica



da : La Nazione - Lucca

LUCCA 18 febbraio 2013 - " Lucca ospiterà il Consiglio della federazione mondiale dei club Unesco dall’8 al 12 marzo, con la partecipazione di 250 delegati da tutto il mondo e la presenza di grandi nomi come il tenore Andrea Bocelli, la soprano Katia Ricciarelli e Carla Fracci, etoile del balletto e ambasciatrice italiana Unesco
L’iniziativa é stata presentata a Roma nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Alessandro Tambellini, alla presenza del rappresentante del ministero dei Beni culturali Gianni Bonazzi, con la rappresentante dei Club Unesco Maria Luisa Stringa, l’assessore comunale alla Cultura Patrizia Favati, Giorgio Tori per il Club Unesco Lucca, la cantante lirica Katia Ricciarelli e il giornalista economico Alan Friedman, che cura la comunicazione dell’evento come testimonial d’eccezione.
«Lucca è onorata di ospitare le giornate dei club Unesco — ha sottolineato il sindaco Alessandro Tambellini — che mirano a mettere in evidenza il valore "

venerdì 15 febbraio 2013

15 febbraio 2013 : meteorite sugli Urali

video da http://scienza.panorama.it




CELJABINSK, Russia — E’ apparso nel cielo come una palla di fuoco ed è esploso nell’atmosfera scagliando violentemente diversi frammenti sulla Terra. Ha causato 950 feriti e danneggiato tremila edifici il meteorite che questa mattina è caduto sulle pendici orientali degli Urali, nel territorio russo della città di Celjabinsk.
L’impatto è avvenuto alle 9.22 ora locale, le 4.22 in Italia. Secondo le prime ricostruzioni, il meteorite aveva un diametro di alcuni metri e un peso di corca 10 tonnellate. Pare si sia disintegrato nell’atmosfera a 40.000 metri d’altezza: l’esplosione ha generato una violenta onda d’urto che ha investito un’ampia zona, dalla Russia al Kazakistan settentrionale, e frantumato i vetri di migliaia di edifici. Centinaia di persone sono rimaste ferite e alcune decine sono state ricoverate in ospedale. Scuole e asili sono stati chiusi.
Diverse testate riferiscono una dichiarazione del colonnello Yaroslav Poshiupkin, portavoce della regione militare degli Urali, all’agenzia Ria Novosti, secondo la quale sarebbe stato ritrovato un cratere di 6 metri vicino al lago Chebarkul.
fonte : montagna tv





giovedì 14 febbraio 2013

ACCENDIAMO LE STELLE : 15/2/2013



“Giroparchi: spegniamo le luci, accendiamo le stelle”







'iniziativa, organizzata nell'ambito della campagna radiofonica "M'illumino di meno" è alla seconda edizione e intende promuovere il risparmio energetico

Venerdì 15 febbraio 2013, con l’iniziativa“Giroparchi: spegniamo le luci, accendiamo le stelle”, i territori del Parco Nazionale Gran Paradiso e del Parco Naturale Mont Avicaderiscono per il secondo anno consecutivo alla popolare campagna radiofonica “M’illumino di meno” lanciata da Caterpillar, Radio2, e nata perpromuovere il risparmio energetico.

Fondation Grand Paradis propone un incontro sul risparmio energetico, sulla mobilità sostenibile e sull’abitare ecologico in occasione di M’illumino di meno 2013 e un’osservazione della volta celeste guidata dagli astrofisici dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta

leggi su : Lo scarpone



M’ILLUMINO DI MENO 2013
15 febbraio 2013







LA FESTA DEL RISPARMIO ENERGETICO “SALE” IN POLITICA
M’illumino di meno, la celebre Giornata del Risparmio Energetico lanciata da Caterpillar, Radio2, e tutti i suoi sostenitori virtuosi "scendono in campo" per un futuro più illuminato, all’insegna della razionalizzazione dei consumi energetici.
Dopo la stesura dell’Agendina Verde, in collaborazione con le menti più brillanti della ricerca ambientale, Caterpillar continua la “campagna elettorale” per gestire in modo oculato le energie del paese con la diffusione di slogan, locandine e simbolo di M’illumino di meno.
Tutti gli ascoltatori sono invitati a coniare slogan che condensino l’ormai celebre decalogo di M’illumino di meno: “Yes we spegn”, “Il contatore è mio e me lo gestisco io”, “Rot- tama lo spreco” o “Liberté, égalité, risparmieté”.
Al consueto invito ad aderire al simbolico “silenzio energetico” il 15 febbraio 2013 dalle ore 18 in nome della sostenibilità, spegnendo monumenti, piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni hanno già risposto in molti. Tra adesioni già pervenute spiccano quelle di Milano, Bologna, Firenze, Torino, Bari, Padova, Valle dei Templi ad Agrigento, Genova, Pisa, Matera e altri ancora.
Adesioni illustri anche da parte del mondo dello sport: F.C. Internazionale è la prima squadra di serie A a scegliere M’illumino di meno, mentre il c.t. della nazionale di pallavolo Mauro Berruto sta preparando un discorso motivazionale per tutti gli aderenti all’iniziaitiva.

Endorsement come se piovesse dal mondo della cultura e dello spettacolo: i video dei “mil- lumenisti” illustri sono già visibili su http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/ e anche su http://www.youtube.com/playlist?list=PLxbQt6tIv5UiLuizgO40cY0yWeLiGUdvl

In prima fila: Claudio Bisio, Giulio Scarpati, Giovanni Soldini, Riccardo Iacona, don Andrea Gallo, Luca Mercalli, Renato Mannheimer, oltre ai conduttori de Il Ruggito del Coniglio, 610, Un Giorno da Pecora, RaiTunes e 28Minuti.

Si “vota” il 15 febbraio 2013, con il consueto “silenzio energetico” dalle 18 alle 19,30 e con ogni forma di sensibilizzazione su come consumare e produrre energia in modo efficiente e pulito. Vota M’illumino di meno. Liberté, Egalité, Risparmieté.
Per contribuire alla campagna elettorale più virtuosa di tutti i tempi e aderire all’iniziativa si può postare sul Facebook di M’illumino di Meno la propria modalità di partecipazione e scri- vere a millumino@rai.it , anche per ricevere la copertina personalizzata con M'Illumino di Meno da caricare su FB.

www.caterpillar.rai.it www.caterpillaram.rai.it www.facebook.com/milluminodimeno millumino@rai.it 



Buon San Valentino a tutti ...

osservatoriesterni.it

... impossibile non ricordare in questa occasione Raymond Peynet 


"Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l'amore, la gentilezza, la tenerezza." (Raymond Peynet)






















Raymond Peynet nasce il 16 novembre 1908 a Parigi. Si sposa con Denise Damour ed avrà una figlia, Annie. E’ l'ultimo giovane ammesso a Germain Pilon, il futuro istituto di Arte Applicata all'Industria ed è uno dei fratelli Lumière a consegnargli il diploma. Il suo primo impegno è presso un pubblicista e, in seguito, presso un decoratore. Infine trova lavoro presso Tolmer dove realizza manifesti, confezioni per farmaci, scatole diverse. Si prodiga, quindi, per aprire una propria agenzia, ma la guerra è alle porte. Si trasforma in disegnatore dell'esercito, realizza esposizioni itineranti per i prigionieri; poi, prigioniero a sua volta, evade. Prima della guerra aveva iniziato ad inviare dei disegni a giornali e riviste ed a illustrare libri. Nel 1942, davanti al chiosco della Musica nel parco di Valence, Peynet inventa la famosa coppietta. Manda i disegni all’amico Max Favalelli, allora redattore della rivista “Ric e Rac”, che li chiamerà “gli innamorati di Peynet”. È l’inizio di una lunga storia. I due fidanzati viaggiano in tutto il mondo. Contemporaneamente, Peynet realizza scene e costumi teatrali, disegna l’espositore e il cofanetto del profumo Succès fou di Elsa Schiapparelli, illustra libri e intensifica la sua attività nel campo della grafica. "Le Kiosque des Amoureux de Peynet" diverrà monumento storico. Muore il 14 gennaio 1999.
fonte: www.librerie.it/

 "i celeberrimi "Les Amoureux ...
"Sono nati nel 1942 ma in realtà hanno sempre vent'anni. È stato un caso. Durante la guerra mi trovavo alla stazione di Valence e là, in attesa della coincidenza, andai a fare due passi finché arrivai in un giardino, al cui centro vidi un "kiosque à musique". Fu qui che mi venne l'ispirazione per un disegno. Rappresentai un gruppo di suonatori che al termine d'una esecuzione andavano via con gli strumenti nelle custodie, e uno solo continuava imperterrito a suonare il violino, dicendo al penultimo, già dietro agli altri: potete andare tranquilli, finisco da solo. Titolo del mio disegno: Sinfonia incompiuta. Spedii il disegno a Ric e Rac, un giornale per gli inglesi che si stampava a Parigi, ma l'impaginatore traendo lo spunto da una sola ragazza che ascoltava la musica, mise un altro titolo, Les amoureux de Peynet, e mi dissero che bisognava continuare: ecco come nacquero il poeta e la fidanzata. Giunti in Italia Cesare Perfetto li chiamò Valentino e Valentina"."

fonte: www.stile.it/cultura-e-spettacoli/arte/peynet/

14 febbraio


San Valentino vescovo




VALENTINO, santo. - Si ricordano con questo nome, nel Martirologio romano, al 14 febbraio, due martiri: un prete romano che sarebbe stato decapitato sulla via Flaminia, sotto l'imperatore Claudio II, nel 269 o 270; e un vescovo di Terni, consacrato da S. Feliciano di Foligno, e decapitato in Roma nel 273. Comunque stia la questione dell'identità o meno dei due martiri omonimi, è certo che il culto di S. Valentino ha in Roma tradizioni antichissime, come è provato dall'esistenza del cimitero di S. Valentino sulla via Flaminia (v. catacombe, IX, p. 398; cfr. J. P
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fonte : Treccani, l'enciclopedia italiana



LA LEGGENDA
La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice.  Le più celebri sono quelle della Rosa della riconciliazione e di Sabino e Serapia.
La prima vuole che san Valentino, sentendo un giorno bisticciare due giovani fidanzati, che stavano passando al di là della siepe del suo giardino, uscì loro incontro tenendo in mano una bella rosa. Il capo canuto, il volto sereno e sorridente del buon vecchio e quella rosa, tenuta in alto col gesto di donarla, ebbero il magico potere di calmare i due innamorati in lite. Quando poi egli, donando realmente quel purpureo fiore, volle che tutti e due insieme stringessero il gambo con cautela per non pungersi e spiegò il "cor unum" di due persone sposate, l'amore era tornato come prima.

I due tornarono poi da lui finché, come desiderava, non fu proprio il Santo Vescovo a benedire il loro matrimonio felicissimo.
La cosa si riseppe e allora fu una processione ad invocare il patrocinio di lui sulle famiglie da fondare.
Il Vescovo, però, aveva anche altre occupazioni pastorali alle quali accudire, perciò stabilì per quella benedizione il quattordici del mese. Ed il quattordici del mese è restato, ma ristretto a quello di febbraio, perché in quel giorno egli andò a celebrare le sue nozze in Paradiso.


La leggenda di Sabino e Serapia, invece è rifiorita nel Novecento dopo il ritrovamento, a Pentima, di un sarcofago contentente gli scheletri di due giovani:  c'era una bella ragazza di nome Serapia, la quale abitava in una piazza di Terni, l'attuale Piazza Clai. Passando spesso di lì un giovane centurione romano, di nome Sabino, la osservò più volte, se ne innamorò e la chiese in sposa. I parenti di lei, però, non volevano, perché Sabino era pagano mentre loro erano tutti cristiani. Allora lei gli suggerì di andare dal loro Vescovo e farsi istruire ben bene e farsi battezzare. Cosa che egli per amore di lei fece.

Ma quando questo ostacolo era stato sormo ntato, ne sorse uno grandissimo. Si scoprì che Serapia era affetta da una forma di tisi avanzatissima. Disperazione dei genitori e del giovane legionario romano.Fatto venire il santo Vescovo presso il letto della moribonda, Sabino supplicò il Santo che non permettesse che egli si separasse dalla sua amata. La vita gli sarebbe riuscita un lungo martirio insopportabile.
Valentino alzò le mani e la voce al Padre di tutti. Ed un sonno beatificante unì per l'eternità quei due cuori dal palpito sincrono, mentre si stringevano per l'eternità


domenica 10 febbraio 2013

I BISCOTTI DI GIADA


L'amica Giada propone una ricetta per preparare dei 
gustosi biscotti


ingredienti:

500 gr. di farina
200 gr di zucchero
100 gr di burro
2 uova
1 bustina di lievito
scorza di limone
1 cucchiaio di olio extra vergine


gocce di cioccolato o marmellata a piacere

" ... Il mio procedimento è molto semplice:
- montare le uova con lo zucchero
- incorporare burro fuso
- la farina (disposta a fontana)
- lievito ( anche sciolto in un poco di latte)
- olio

Impastare a mano, farne una palla e lasciare riposare per almeno mezz'ora in frigo "

si prende la pasta, si lavora ancora un poco e con un mattarello si spiana fino ad uno spessore di circa  3-5 millimetri dopo di che :


" A me piace ricavare dei cerchietti (con uno stampino tondo o semplicemente con un bicchiere), poi metto sopra un po’ di marmellata e chiudo a tortello ..ecco un esempio preso da internet!

Altrimenti faccio dei triangoli e chiudo come fossero croissant…buonissimi anche così!
Terza opzione: puoi tirare di più la pasta frolla (quindi renderla più fine) e sovrapporre due cerchietti di pasta!
L’importante è sempre chiudere bene i bordi!

Buon appetito!!!
Giada  "

per i biscotti con le gocce di cioccolato è ancora più semplice:
nell'impasto  aggiungete le gocce di cioccolato quindi formate una palla, avvolgetela con la pellicola e fate riposare in frigo come sopra. Successivamente con l’impasto formate delle palline, le schiacciate un poco e infornate.  
n.b.: Forno caldo a 180 gradi, tempo di cottura 10 minuti o poco più; comunque quando prendono una bel colore  dorato sono da sfornare.