martedì 3 febbraio 2026

"L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI" post del 30/11/2011

 



"mercoledì 30 novembre 2011"

" L' Uomo che piantava gli Alberi " di Jean Giono

"...è ancora possibile un ritorno alla cultura,
all'amore, alla fede dell'albero e della foresta:
con la forza, la verità e l'ispirazione che solo
la natura può dare." 
Franco Tassi
Direttore del Centro studi Ecologici Appenninici
Responsabile del CentroParchi,
già Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo


"Qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi" 
 John Muir

"L'Uomo che piantava gli alberi" è un racconto di 41 pagine di Jean Giono. Si, avete letto bene, 41 pagine solamente: neppure pagine grandi, pagine piccole, poco più della metà di un volume normale. Mi riferico alla pubblicazione del 2011 della Salani Editore, facilmente reperibile. Ebbene è stupefacente come sia un contenitore di messaggi straordinari. Cito un passaggio delle note sull'autore di Leopoldo Carra : " Vi si ritrovano nello spazio di un breve racconto, tutti i temi che furono cari allo scrittore: il pacifismo, nel paragone implicito fra le giovani vite mietute a Verdun e i giovani alberi seminati dal pastore Elzeard Bouffier; l'attaccamento alla vita e il ritorno alla natura; la ricerca della felicità,anche collettiva e comunitaria....; l'apprezzamento per un lavoro onesto, silenzioso e solitario, per una fatica generosa e libera, per uno sforzo tenace che lascia traccia, e che l'inquadramento in qualsiasi ufficialità rischierebbe di vanificare......"


Il pastore Elzeard Bouffier, silenzioso protagonista ci indica un percorso dove il rapporto con la natura è inverso, invece di prelevare ed impoverire, si aggiunge e  si arricchisce. Giorno per giorno,con accurata scelta delle sementa, piantando alberi di diverse essenze: querce, betulle e faggi. Con il trascorrere degli anni, dove era terra arida e desolata, sorge una immensa foresta rigogliosa e ritorna a scorrere l'acqua: torna la vita. Si ricostruiscono le case rovinate. Si ripopolano i villaggi un tempo abbandonati e si riprende a coltivare la terra; orti e campi circondano le nuove abitazioni. Ritorna la felicità.  "...Un' opera degna di Dio."
Nella prefazione Franco Tassi  scrive : "Dietro a questa insolita storia positiva, persino ingenua, si cela invece un messaggio profondo......E' un messaggio di riconciliazione dell'uomo con madre natura, è un messaggio di rinascita della foresta e della vita là dove erano state incoscientemente annientate" , sottolinea come l'albero sia da sempre simbolo della vita e: "Ogni albero racchiude una storia, un mistero una memoria del  passato, e offre ispirazione e creatività a quanti sappiano guardarlo con occhio giovane, libero e aperto". Prosegue: " Qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi, scriveva nel secolo scorso John Muir, pioniere americano della conservazione della natura. Ancora troppo pochi hanno invece il cuore, l'intelligenza e la dedizione necessarie per salvarli, custodirli e piantarli."

Jean Giono - L'Uomo che Piantava gli Alberi
Presentazione di Franco Tassi
Nota sull'Autore di Leopoldo Carra
Illustrazioni di Simona Mulazzani
Salani Editore


Da leggere e far leggere...

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domenica 1 febbraio 2026

"IL VECCHIO"

da ODI E INNI


di Giovanni Pascoli





"ODI"

                                                " IL VECCHIO "

                                       Che fa quel vecchio in cima al colle

                                               tra i raggi dell'aurora?

                                       che s'inginocchia su le zolle,

                                             come uomo pio che adora?


                                       Vanno per l'aria celestina

                                             due nuvolette sole,

                                        sul bianco vecchio che si china

                                              venerabondo al sole.


                                         La brezza in mano a lui tremare

                                               fa un lungo esile stelo. 

                                         La terra è come un grande altare

                                               donde egli l'offre al cielo.


                                         E tutto già da monte a valle,

                                               come se un tempio fosse,

                                         risplende... Ma son foglie gialle,

                                            ma son pampane rosse.


                                         E quei due cirri in un sorriso 

                                                vanno lassù coi lembi

                                         di rosa e d'oro... Ma l'avviso

                                                sono di pioggia e nembi.


                                         E il vecchio porge al sole eterno

                                                l'esile vetta mossa

                                          dal vento...Ma già presso è il verno,

                                                è avanti lui la fossa.


                                          La fossa è avanti a lui... Ma esso

                                                vi pianta un arbuscello;

                                          e il lungo verno ch'è già presso,

                                                 lo   inaffierà bel bello;


                                          e il vento ch'ora lieve lieve

                                                 lo fa tremare, un giorno

                                          gli sputerà contro la neve,

                                                gli ruggirà d'intorno,


                                          in vano! e il vecchio, tra qualche anno,

                                                niuno dirà, Lo vidi:

                                          il suo grande albero vedranno

                                                che sarà tutto nidi.


                                            

                                   

  

quel vecchio mette a dimora con amore nel terreno un arbuscello , sa che la fine della sua vita è vicina, con questo suo gesto la piccola pianta radicherà e crescerà con il passare degli anni, fino a diventare un magnifico albero dove , tra i rami, nidificheranno gli uccelli e  sarà tutto un canto, e nel tempo del vecchio nessuno avrà memoria.

"La poesia celebra il ciclo della vita , mostrando l'altruismo e la lungimiranza del vecchio che si prende cura di qualcosa che non vedrà crescere."

( arbuscello - arboscello: piccolo e sottile albero, pianta giovane)

   
      



martedì 27 gennaio 2026

27 GENNAIO

GIORNO DELLA MEMORIA







                                   Il Museo di Sant'Anna di Stazzema



Il Museo della Resistenza di Fosdinovo
Via delle Prate 12 - Strada provinciale 9
54035 Fosdinovo (MS)

Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza
Via di Cantagallo 250
(Loc. Figline)
59100 Prato (PO)
Stanze della Memoria
Via Malavolti 9
53100 Siena (SI)



mercoledì 31 dicembre 2025

BUON ANNO 2026

 



     AUGURI DI 





L'Anno Nuovo 
di 
Gianni Rodari

"Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno."




Biografia di Gianni Rodari


qui:  Gianni Rodari

sabato 20 dicembre 2025

NATALE 2025

 

              

 Auguri di Buon Natale 






Adorazione del Bambino (o Natività)
 Affresco nel Convento di San Marco a Firenze, realizzato intorno al 1440-1441, con l'aiuto di collaboratori.


Di Beato Angelico e altri

Beato AngelicoFra' Angelico, o Giovanni da Fiesole 

(nato Guido di PietroVicchio1395 circa – Roma, 18 febbraio 1455), 

Tra i massimi esponenti del Rinascimento, Fra' Angelico è considerato uno dei maggiori artisti del Quattrocento Le sue opere segnarono alcuni dei «più alti punti a cui sia giunta mai la pittura cristiana». (wikipedia)

Frate domenicano, cercò di saldare i nuovi principi artistici rinascimentali, come la composizione prospettica e l'attenzione alla figura umana, con i vecchi valori medievali, quali la funzione didascalica dell'arte sacra e il valore mistico della luce.[

È stato proclamato ufficialmente beato da papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1982, anche se già dopo la sua morte era stato chiamato "Beato" sia per l'emozionante religiosità che pervade tutte le sue opere che per le personali doti di umanità e umiltà.

Fu Giorgio Vasari ne Le vite ad aggiungere l'aggettivo "Angelico".

(by wikipedia)



sabato 2 agosto 2025

2 Agosto 1980 - Stazione di Bologna....

 


45 anni  1980 - 2025

Il presidente della Repubblica: «Grati ai familiari delle vittime»

 «Nel giorno dell’anniversario della Strage di Bologna, si rinnovano alle famiglie delle vittime i sentimenti di vicinanza. Espressione di una comunità coesa che aderisce a quei principi democratici, che gli artefici della Strage volevano cancellare, generando paura per minare le istituzioni, cercando di spingere il Paese verso derive autoritarie, con responsabilità accertate grazie al tenace lavoro di Magistrati e servitori dello Stato. Merita la gratitudine della Repubblica la testimonianza dell’Associazione dei familiari delle vittime, che ha sempre tenuto accesa la luce sul percorso che ha portato a svelare esecutori e mandanti, prezioso esempio di fedeltà ai valori costituzionali, specie per i giovani». Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

 | 02 Agosto











sabato 21 giugno 2025

21 Giugno 2025 Solstizio

 


21 Giugno 2025 ore 4e42 ! 

202521 giugno 02:42


SOLSTIZIO D' ESTATE



Il carro solare di Trundholm, tipica rappresentazione del Sole secondo la mitologia norrena.

domenica 4 maggio 2025

Stella Alpina "Stelutis Alpinis" - Francesco De Gregori






Testo
Se un mattino tu verrai fino in cima alle montagneTroverai una stella alpina che è fiorita sul mio sanguePer segnarla c'è una croce, chi l'ha messa non lo soMa è lassù che dormo in pace e per sempre dormiròMa è lassù che dormo in pace e per sempre dormirò
Tu raccogli quella stella che sa tutto del tuo amoreSarai l'unica a vederla e a nasconderla sul cuoreQuando a sera sarai sola non piangere perchéNel ricordo vedrai ancora tu e la stella insieme a meTu e la stella insieme a me
Quando a sera sarai sola non piangere perchéNel ricordo vedrai ancora tu e la stella insieme a meNel ricordo vedrai ancora tu e la stella insieme a meTu e la stella insieme a me
Fonte: LyricFind
Compositori: Arturo Zardini / Francesco De Gregori
Testo di Giorno di pioggia © Sony/ATV Music Publishing LLC



venerdì 2 maggio 2025

Il 1° maggio del 1947


1947







"Da Roma a Firenze da Torino si celebra la festa dei lavoratori. In Sicilia però, a Portella della Ginestra, i banditi di Salvatore Giuliano sparano sulla folla convenuta a Piana degli Albanesi causando 14 morti e 27 feriti." (YouTube)