giovedì 25 dicembre 2014

BUON NATALE 2014

Chiesa di San Francesco - Il Chiostro
IL PRESEPIO
Chiesa e Convento di San Francesco
Barga (Lu)






Pala in terracotta invetriata policroma
attribuita a Luca Della Robbia detto "Il Giovane" - 1500 ca

nella chiesa sono presenti altre due Pale di Della Robbia:
L'assunzione della Madonne,
San Francesco riceve le stigmate,



Il Presepio (particolare) - Luca Della Robbia "Il Giovane" 

lunedì 22 dicembre 2014

BARGA 23 DICEMBRE 2014, IL PRESEPE VIVENTE


Comune di Barga,  Presepe Vivente Edizione 2012 - Foto di Massimo Pia 

STORICO PRESEPE VIVENTE 2014 
 34 a  Edizione
Rievocazione in costume del Presepe, giunta alla 34 edizione, con gli antichi mestieri nei vicoli, nelle piazzette e nei locali del borgo;  la Madonna e San Giuseppe, con l'asinello, percorrono le vie medievali che attraversano il Centro Storico e salgono fino al Duomo, dove, nel prato dell'Arringo compongono la scena della Natività. Tutti personaggi dei mestieri raggiungono l'Arringo per rendere omaggio al Bambin Gesù.
Dal piazzale del Duomo si ammira un panorama stupendo sul centro Storico, la valle e le Apuane.





da : Taccuinodiviaggio 
"Non mancherà anche quest’anno - grazie soprattutto all’impegno di un grande appassionato di tradizioni barghigiane quale è Enrico Cosimini, artefice e sprone di tante altre iniziative che riguardano il paese e che è anche direttore dell’organizzazione di questo appuntamento, ed al sostegno del Comune di Barga - il Presepe Vivente; manifestazione ormai storica e seguita del Natale barghigiano.  ... " di Luca Galeotti 

L'INVERNO


2014
21 dic 23:03  UTC

SOLSTIZIO D' INVERNO:  LA NOTTE PIU' LUNGA

in Italia il 22 Dicembre 2014 
alle ore 23:03 Utc del 21 Dicembre, quindi alle 24:03 del 22 in Italia 
il giorno più corto dell’anno. Poi le ORE DI LUCE SOLARE cominceranno ad AUMENTARE


AURORA BOREALE
wattsupwiththat.com


Dicembre : il Mese del NATALE

  6 Dicembre : San Nicola

13 Dicembre:  Santa Lucia 

24 Dicembre : Babbo Natale










Santa Lucia

Il Maestro della Leggenda di Santa Lucia

13 Dicembre, Santa Lucia la notte più lunga che ci sia....

perché, per la tradizione di alcune località, è la notte che Santa Lucia porta i doni ai bambini buoni; la notte dell'attesa.

"In alcune regioni dell'Italia settentrionale esiste una tradizione legata ai "doni di santa Lucia", figura omologa dei vari san Nicola, Babbo Natale, Gesù bambino, Befana e altri che, durante i secoli, hanno sostituito l'antico culto degli avi nell'immaginario infantile.
Secondo la moderna usanza, nata negli anni trenta e consolidatasi nei decenni successivi, i bimbi scrivono una lettera alla santa, elencando i regali che vorrebbero ricevere e dichiarando di meritarseli, essendo stati bravi e obbedienti durante l'anno.
Per accrescere l'attesa dei bimbi, è uso che i ragazzi più grandi, nelle sere precedenti, percorrano le strade suonando un campanello da messa e richiamando i piccoli al loro dovere di andare subito a letto, ad evitare che la santa li veda e li accechi, gettando cenere nei loro occhi. Allo scopo di ringraziare la santa è uso lasciare del cibo; solitamente delle arance, dei biscotti, caffè, mezzo bicchiere di vino rosso e del fieno, oppure farina gialla e sale o fieno, per l'asino che trasporta i doni.
Il mattino del 13 dicembre, al loro risveglio, i bimbi troveranno un piatto con le arance e i biscotti consumati, arricchito di caramelle e monete di cioccolato. Inoltre, a volte nascosti nella casa, i doni che avevano richiesti e che sono dispensati totalmente o parzialmente, secondo il comportamento tenuto.
A Savignano sul Rubicone e a Forlì, invece, la festa di santa Lucia dà luogo a una fiera nel centro cittadino, fiera dedicata in primo luogo a torroni, croccanti, altri dolciumi e giocattoli: qui, infatti, la tradizione dei doni di santa Lucia assume una veste particolare, che riguarda non tanto i bambini quanto le ragazze, a cui soprattutto, in questa occasione, si regala del torrone." (wikipedia)




"In Svezia Lucia è molto venerata, sia dalla chiesa cattolica, che da quella luterana. I bambini preparano biscotti e dolciumi (tra questi, delle focaccine allo zafferano e all'uvetta chiamate lussekatter a partire dal 12 dicembre. La mattina del 13, la figlia maggiore della famiglia si alza ancor prima dell'alba e si veste con un lungo abito bianco legato in vita da una cintura rossa; la testa è ornata da una corona di foglie e da sette candele utili per vedere chiaramente nel buio. Le sorelle, che indossano una camicia bianca, simboleggiano le stelle. I maschi indossano cappelli di paglia e portano lunghi bastoni decorati con stelline. La bambina vestita come santa Lucia sveglia gli altri membri della famiglia e serve loro i biscotti cucinati il giorno precedente.
Nel paese scandinavo è diffusa una tradizionale canzone di santa Lucia (Luciasången) che non è altro che la celebre "santa Lucia" napoletana adattata con un testo in lingua svedese. In diverse città alcune bambine sfilano vestite come santa Lucia intonando il Luciasången di casa in casa." (wikipedia)

San Nicola






San Nicola

6  Dicembre
Il campanile della Chiesa di San Nicola
a Castelvecchio Pascoli (Barga -Lu)
con la vista della Pania (Alpi Apuane),
dalla vigna del Pascoli













San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò (Patara di Licia, 270 circa – Myra, 6 dicembre 343), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell'Impero bizantino, che si trova nell'attuale Turchia. È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come san Nicolò e, nelle regioni di Nord Est, porta i doni la notte tra il 5 e il 6 dicembre  (wikipedia)



leggenda

"Il Santo vescovo di Myra, nei secoli, è stato legato alla figura del vecchio portadoni. È diventato il Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta regali ai bambini.
Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie."

mercoledì 17 dicembre 2014

60° anniversario del C.N.S.A.S.

da   CAI News

leggi su wikipedia          






























Omaggio al 60° anniversario del CNSAS

"Il CNSAS, Sezione nazionale del Club alpino italiano, è una libera associazione di volontariato apartitica, apolitica e senza fini di lucro ispirata ai principi di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci."

giovedì 11 dicembre 2014

UN LADRO SCOPERTO

immagine centrostudi Francesco Carrara


Racconto di Idelfonso Nieri
da "Cento Racconti popolari Lucchesi"
Felice Le Monnier - ed. 1950

Un ladro scoperto
Questa qui di Luicchio è bellina.
Luicchio a’ su tempi è stato il più grosso birbante di tutto questo vicinato.  A quello che dice la gente, e che si sa di positivo, ce ne ha tante sulla coscienza che neanche il papa basterebbe a sgrumargli l’anima: ha tenuto mano ai ladri, ha tenuto mano ai figliuoli di famiglia perché portassero via in casa, ha rubato lui anco l’osso del collo;  manesco per il coltello che di niente infilzava un uomo; di donne non se ne ragiona; una bocca poi una bocca per tirar giù resie…. E i giuramenti falsi li pigliava come bere un uovo.   E ora che è vecchio, e casca a pezzi, brutto animale! sta per le chiese a giornate sane a biscicar paternostri, e a nizzirsi lo stomaco a forza di pugni !  Com’ho detto dunque è stato sempre ladro più di Cacco, e se ha potuto ha rubato anco la pisside di sull’altare.  Una volta era un inverno freddo che gelava l’acqua in camera, e la mattina presto a sputare per aria, arrivava in terra una pallottola di ghiaccio.   Luicchio era a lavorare lassù all’Angelo dai frati, in coppaio; non so che lavoro facesse ; e l’olio spariva e l’olio spariva.   I frati s’insospettirono, gli entrò una pulce in un orecchio, tanto più che le nomine di quest’uomo eran com’erano, e lo cominciarono a posteggiare; gli stavano all’anima per chiapparcelo, ma non s’eran mai potuti accertar bene.  Però una volta a uno di que’ più giovani gli parve d’averlo visto trafficare dintorno a una tinozza, o a un coppo che fosse, e gli parve di capire come stava l’alfabeto.   La sera Luicchio cenava in convento, e poi tornava sempre in coppaio a pigliare certi suoi arnesi che ce li lasciava apposta, e se ne veniva via.  Anco quella sera andò al solito e ripassò a dare la buona notte, ma siccome l’avevano pedinato due dei più fini, quando ritornò di là, lo chiamarono che passasse in un’altra stanza dove c’era il caminetto acceso; e lui a scusarsi, a dire che era tardi, che non poteva, che a casa l’aspettavano; e i frati lì dintorno, tre o quattro, a volerlo trattenere; e lui pur no, e loro pur si, lo misero in mezzo, e a forza lo portarono a sedere al caminetto, e butta su legna e fai gran fiamma.  Luicchio era sulle punte d’ago. Dopo un momento che era a quel vampone, gli cominciò a sudare la testa, e giù unto dalla berretta par la fronte e per il collo, grondava come una bruscola.  Il boia !  Pigliava quei pezzi d’olio duro accagliato, li metteva nella berretta tra due foglie lì per lì finchè era in convento, e quando era fuori era al sicuro.  Ma i frati la san più lunga del Panattoni; a farla a un frate ehehèi ! ce ne vuole !  Ho paura che lassù in convento ridan sempre. Lui dette in bestia, ma c’era poco da imbestialire con quattro o cinque di que’ filistei addosso.  Lo misero alla porta, e gli federo baciare il chiavistello. Fu più la paura che il danno,  ma tanto una scossarella di pattoni se la leccò."



Monastero Dell'Angelo - località Tramonte
Ponte a Moriano - Lucca  (foto LoSchermo.it


notizie sul Monastero Dell'Angelo  qui


martedì 9 dicembre 2014

FIORI A DICEMBRE

La nostra azalea fiorita, fotografata il 6 Dicembre.
Castelvecchio Pascoli

Campanile della Chiesa di San Nicolò a Castelvecchio Pascoli,






notizie su le Azalee (genere del Rododendro)


le azalee nella Valle del Serchio,  Borgo a Mozzano



lunedì 8 dicembre 2014

IL CASTAGNO : PROGETTO BIOINFOCAST

10 Dicembre 2014 

Auditorium Santa Apollonia di Firenze
Via San Gallo 25/a
ore 10.00


convegno 

"PROGETTO BIOINFOCAST: FACCIAMO IL PUNTO SULLA LOTTA BIOLOGICA AL CINIPIDE DEL CASTAGNO E SULL'ATTUAZIONE DEL PIANO DI SETTORE NAZIONALE"
Comunicato Stampa


organizzato da Associazioni Castagno ATS di cui Città del Castagno è capofila

Convegno di estremo interesse per i Castanicoltori, Tecnici e Ricercatori che operano nel campo della Castanicoltura.



Il Presidente dell' Associazione Nazionale Città del Castagno, Ivo Poli 


Sede Legale: Unione Comuni Garfagnana – Via V. Emanuele, 9
55032 CASTELNUOVO GARFAGNANA (LU) – tel. 0583/ 644911 fax 0583/644901 
PresidenteEmail presidente@cittadelcastagno.it
Coordinatore TecnicoEmail tecnico@cittadelcastagno.it 
Sito dell'Associazione Nazionale Città del Castagno:  www.cittadelcastagno.it

domenica 7 dicembre 2014

QUANDO VIENE DICEMBRE...

...  e l'ultimo mese dell'anno è arrivato.

DICEMBRE DAL FILM "ANASTASIA"
di
Don Bluth
e
Gary Goldman

trama ( da wikipedia)


"Quando viene Dicembre" tratto da "Anastasia", film d'animazione, del 1997 (20th Century Fox).
La canzone "Once upon a December", tema del video tratto dalla versione italiana del film, che è possibile visionare qui di seguito, è cantata da Tosca

...per tutti, da 6 anni a ...100 e più...

da YouTube




Negli Stati Uniti il film incassò 58.406.000 $.
In tutto il mondo la somma fu di 139.804.348 $
wikipedia - by box office mojo )


martedì 25 novembre 2014

i folletti, la nebbia, i colori.....



LA MAGIA
DELLA
NOSTRA
MONTAGNA
NELLA NEBBIA
CHE NASCONDE
E DISSOLVE
INTORNO
IL RADO
GOCCIOLARE
DAI FAGGI
E I PASSI
DEL NOSTRO
PASSAGGIO
SCALFISCONO
CON LEGGEREZZA
IL SILENZIO














lunedì 17 novembre 2014

La Chiesa sepolta: nord della Danimarca

Penisola dello JUTLAND
Cittadina di SKAGEN

La Chiesa di Saint Laurence

Viaggio a fine luglio nel nord europa. Un clima mediterraneo che ci ha sorpreso; le foto non sembrano scattate nella punta estrema della penisola che ha le coste bagnate dal mar Baltico e il mare del Nord e dove, in condizioni di mare mosso, le acque dei due mari si scontrano creando un effetto suggestivo. Il giorno in cui abbiamo visitato la penisola, il tempo era bello ed il mare calmo, ma per mostrare come si presentano le acque di questi mari in condizioni meteo più agitate, in fondo a questo post ho aggiunto un video reperito su youtube.





"Costruita nella seconda metà del XIV secolo, la chiesa di Saint Laurence a quel tempo era la più grande chiesa della regione.  All'inizio del 1600 la sabbia cominciò a invadere l'entroterra e in particolare il terreno su cui era costruito l'edificio fino a circondarlo alla fine del 1700. Per partecipare alle funzioni la congregazione doveva scavarsi la strada fino alla chiesa. Con il passare del tempo, le cose si fecero più difficili  e la chiesa fu abbandonata nel 1795. Oggi resta visibile solo la torre. (http://www.visitdenmark.it)"


Notare la caratteristica del tetto della torre della Chiesa di Saint Laurence, che ci ricorda le Capanne Celtiche che sono presenti nell'Appennino Modenese, nel Frignano, con il tetto nel medesimo stile. Nel sito del Comune di Fiumalbo  è possibile vedere la foto del fabbricato e nella descrizione si afferma  che :"l’appellativo “celtico” sarebbe dovuto al fatto che strutture simili sono presenti in Irlanda, Scozia e in altre zone dell’Europa centro settentrionale, teatro, nel passato, della presenza celtica."





mercoledì 12 novembre 2014

La Schilletta di Caprona di Giovanni Pascoli

da:
CANTI DI CASTELVECCHIO

LA SCHILLETTA DI CAPRONA


I
Sonata già l'Avemaria
  dalla chiesa di Caprona,
si sente correre via via
  la schilletta che risòna.

Il poco viene dopo il tanto;
  come là nella capanna:
un pianto ancora, un po' di pianto,
  dopo tanta ninnananna!

II
Un'ombra va col tintinnìo
  di quel vecchio campanello;
e l'ombra passa lungo il rio,
  gira il piccolo castello,

si ferma un poco ad ogni soglia,
  come vuole ancor quel primo
che non si sa chi fu, che voglia;
  ch'era Nimo, il vecchio Nimo.

III
Fu quando non c'era la fonte,
  né la chiesa né il becchino.
Il suo muletto cadde in monte;
  gli lasciò solo il bronzino,

che avea maravigliato i botri
  e le polle col suo canto,
quand'egli andava a su con gli otri,
  al Saltello, al Lago Santo.

IV
Al suon di questo che, le notti,
  nell'immobile abetina
squillava tra i silenzi rotti
  dal crocchiar di qualche pina,

che su gli abissi senza voce
  mise il suo dondolìo blando;
ognuno fa il segno di croce
  che si fa pericolando.

V
O vecchio, o nostro vecchio buono,
  or ci sono due campane;
ma quel tuo piccoletto suono
  nel castello tuo rimane.

O Nimo, o nostro vecchio Nimo!
  or c'è un doppio bello e grave;
ma tu per noi sei stato il primo
  a dirci Ave! Ave! Ave!

VI
E noi l'amiamo, il tuo bronzino,
  che ci mandi, quando imbruna:
lo mandi per un fanciullino:
  io lo vidi a un po' di luna.

A un raggio pallido lo vidi:
  è un ragazzo ch'hai, là, teco:
un garzonetto che ti guidi,
  perché forse tu sei cieco.

VII
Lo mandi a noi su la sericcia,
  che si chiudono le porte:
ha i piedi scalzi, ma scalpiccia
  sopra tante foglie morte;

non parla, ma passando in fretta
  sgrolla qualche secco ramo;
per farci udir la tua schilletta

  prima che ci addormentiamo.





"Quanto poi alla Schilletta di Caprona, m'informa l'amico Leonardo Mordini di Barga che si riferisce all'uso - praticato anche in altri luoghi del barghigiano - di far girare a un'ora di notte un ragazzo con un campanello in mano davanti agli usci delle case per invitare i fedeli a pregare per le anime del purgatorio e che deriva da un lascito di una persona pia, morta da tempo immemorabile e rappresentata fantasticamente (giacchè non si sa' più chi fosse e come si chiamasse) nel vecchio Nimo; nome che nel vernacolo lucchese corrisponde a quello assunto da Ulisse in presenza del ciclope Polifemo : Nessuno. "

da :
Le Tradizioni Popolari nella poesia Pascoliana  di Giovanni Giannini
in  "Lucca a Giovanni Pascoli"
a Cura del Comune di Lucca  XII Ottobre MCMXXIV




nota:  schilletta
da  schilla, campanaccio delle vacche, variante del temine "squilla, campana"
da "Dizionario Garfagnino" di A.Bertozzi - Ed. Comunità Montana delle Garfagnana
Banca della Identità e della memoria 2007