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martedì 14 febbraio 2017
domenica 14 febbraio 2016
sabato 14 febbraio 2015
le origini della festa di San Valentino
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| San Valentino (wikipedia) |
Treccani, l'enciclopedia italiana
Valentino, Santo
Enciclopedia Italiana
VALENTINO, santo. - Si ricordano con questo nome, nel Martirologio romano, al 14 febbraio, due martiri: un prete romano che sarebbe stato decapitato sulla via Flaminia, sotto l'imperatore Claudio II, nel 269 o 270; e un vescovo di Terni, consacrato da S. Feliciano di Foligno, e decapitato in Roma nel 273. Comunque stia la questione dell'identità o meno dei due martiri omonimi, è certo che il culto di S. Valentino ha in Roma tradizioni antichissime, come è provato dall'esistenza del cimitero di S. Valentino sulla via Flaminia (v. catacombe, IX, p. 398; cfr. J. P
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Festa di San Valentino .......................
wikipedia (leggi)
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da "shan-newspaper 2011":
San Valentino, la festa celtica .... (leggi)
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montagne&montanari su San Valentino 2014
venerdì 13 febbraio 2015
14 febbraio : San Valentino....
Peynetbiografia da wikipedia
"Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno....."
Raymond Peynet
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| "quando ti ho detto che la luna era abitata..." |
"l’umorismo è stato sempre per Raymond Peynet soltanto un pretesto
per regalarci la « sua » poesia." ("sognando" da il mondo di mary)
venerdì 14 febbraio 2014
San Valentino 2014
raymond peynet
"Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l'amore, la gentilezza, la tenerezza."
(Raymond Peynet)
vedi anche SanValentino 2013 qui
giovedì 14 febbraio 2013
Buon San Valentino a tutti ...
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| osservatoriesterni.it |

"Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l'amore, la gentilezza, la tenerezza." (Raymond Peynet)
Raymond Peynet nasce il 16 novembre 1908 a Parigi. Si sposa con Denise Damour ed avrà una figlia, Annie. E’ l'ultimo giovane ammesso a Germain Pilon, il futuro istituto di Arte Applicata all'Industria ed è uno dei fratelli Lumière a consegnargli il diploma. Il suo primo impegno è presso un pubblicista e, in seguito, presso un decoratore. Infine trova lavoro presso Tolmer dove realizza manifesti, confezioni per farmaci, scatole diverse. Si prodiga, quindi, per aprire una propria agenzia, ma la guerra è alle porte. Si trasforma in disegnatore dell'esercito, realizza esposizioni itineranti per i prigionieri; poi, prigioniero a sua volta, evade. Prima della guerra aveva iniziato ad inviare dei disegni a giornali e riviste ed a illustrare libri. Nel 1942, davanti al chiosco della Musica nel parco di Valence, Peynet inventa la famosa coppietta. Manda i disegni all’amico Max Favalelli, allora redattore della rivista “Ric e Rac”, che li chiamerà “gli innamorati di Peynet”. È l’inizio di una lunga storia. I due fidanzati viaggiano in tutto il mondo. Contemporaneamente, Peynet realizza scene e costumi teatrali, disegna l’espositore e il cofanetto del profumo Succès fou di Elsa Schiapparelli, illustra libri e intensifica la sua attività nel campo della grafica. "Le Kiosque des Amoureux de Peynet" diverrà monumento storico. Muore il 14 gennaio 1999.
fonte: www.librerie.it/
"i celeberrimi "Les Amoureux ...
"Sono nati nel 1942 ma in realtà hanno sempre vent'anni. È stato un caso. Durante la guerra mi trovavo alla stazione di Valence e là, in attesa della coincidenza, andai a fare due passi finché arrivai in un giardino, al cui centro vidi un "kiosque à musique". Fu qui che mi venne l'ispirazione per un disegno. Rappresentai un gruppo di suonatori che al termine d'una esecuzione andavano via con gli strumenti nelle custodie, e uno solo continuava imperterrito a suonare il violino, dicendo al penultimo, già dietro agli altri: potete andare tranquilli, finisco da solo. Titolo del mio disegno: Sinfonia incompiuta. Spedii il disegno a Ric e Rac, un giornale per gli inglesi che si stampava a Parigi, ma l'impaginatore traendo lo spunto da una sola ragazza che ascoltava la musica, mise un altro titolo, Les amoureux de Peynet, e mi dissero che bisognava continuare: ecco come nacquero il poeta e la fidanzata. Giunti in Italia Cesare Perfetto li chiamò Valentino e Valentina"."
fonte: www.stile.it/cultura-e-spettacoli/arte/peynet/
14 febbraio
San Valentino vescovo
VALENTINO, santo. - Si ricordano con questo nome, nel Martirologio romano, al 14 febbraio, due martiri: un prete romano che sarebbe stato decapitato sulla via Flaminia, sotto l'imperatore Claudio II, nel 269 o 270; e un vescovo di Terni, consacrato da S. Feliciano di Foligno, e decapitato in Roma nel 273. Comunque stia la questione dell'identità o meno dei due martiri omonimi, è certo che il culto di S. Valentino ha in Roma tradizioni antichissime, come è provato dall'esistenza del cimitero di S. Valentino sulla via Flaminia (v. catacombe, IX, p. 398; cfr. J. P
fonte : Treccani, l'enciclopedia italiana
LA LEGGENDA
La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Le più celebri sono quelle della Rosa della riconciliazione e di Sabino e Serapia.
La prima vuole che san Valentino, sentendo un giorno bisticciare due giovani fidanzati, che stavano passando al di là della siepe del suo giardino, uscì loro incontro tenendo in mano una bella rosa. Il capo canuto, il volto sereno e sorridente del buon vecchio e quella rosa, tenuta in alto col gesto di donarla, ebbero il magico potere di calmare i due innamorati in lite. Quando poi egli, donando realmente quel purpureo fiore, volle che tutti e due insieme stringessero il gambo con cautela per non pungersi e spiegò il "cor unum" di due persone sposate, l'amore era tornato come prima.
I due tornarono poi da lui finché, come desiderava, non fu proprio il Santo Vescovo a benedire il loro matrimonio felicissimo.
La cosa si riseppe e allora fu una processione ad invocare il patrocinio di lui sulle famiglie da fondare.
Il Vescovo, però, aveva anche altre occupazioni pastorali alle quali accudire, perciò stabilì per quella benedizione il quattordici del mese. Ed il quattordici del mese è restato, ma ristretto a quello di febbraio, perché in quel giorno egli andò a celebrare le sue nozze in Paradiso.
La leggenda di Sabino e Serapia, invece è rifiorita nel Novecento dopo il ritrovamento, a Pentima, di un sarcofago contentente gli scheletri di due giovani: c'era una bella ragazza di nome Serapia, la quale abitava in una piazza di Terni, l'attuale Piazza Clai. Passando spesso di lì un giovane centurione romano, di nome Sabino, la osservò più volte, se ne innamorò e la chiese in sposa. I parenti di lei, però, non volevano, perché Sabino era pagano mentre loro erano tutti cristiani. Allora lei gli suggerì di andare dal loro Vescovo e farsi istruire ben bene e farsi battezzare. Cosa che egli per amore di lei fece.
Ma quando questo ostacolo era stato sormo ntato, ne sorse uno grandissimo. Si scoprì che Serapia era affetta da una forma di tisi avanzatissima. Disperazione dei genitori e del giovane legionario romano.Fatto venire il santo Vescovo presso il letto della moribonda, Sabino supplicò il Santo che non permettesse che egli si separasse dalla sua amata. La vita gli sarebbe riuscita un lungo martirio insopportabile.
Valentino alzò le mani e la voce al Padre di tutti. Ed un sonno beatificante unì per l'eternità quei due cuori dal palpito sincrono, mentre si stringevano per l'eternità
fonte : Diocesi di Terni
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