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lunedì 2 novembre 2020

tramonto di Ottobre...

Castelvecchio Pascoli 





Ottobre ore 19.09:  le ultime luci di una sera autunnale  

 
altri tramonti



Agosto





Settembre


Foto scattate a Castelvecchio Pascoli, frazione del Comune di Barga 


 
qui il Poeta Giovanni Pascoli ha vissuto dal 1895 al 1912, anno della sua morte.

oggi la sua Casa è un Museo visitabile su prenotazione


una poesia :

 

     L'imbrunire

  Cielo e Terra dicono qualcosa
l'uno all'altro nella dolce sera.
Una stella nell'aria di rosa,
un lumino nell'oscurità.

  I Terreni parlano ai Celesti,
quando, o Terra, ridiventi nera;
quando sembra che l'ora s'arresti,
nell'attesa di ciò che sarà.

  Tre pianeti su l'azzurro gorgo,
tre finestre lungo il fiume oscuro;
sette case nel tacito borgo,
sette Pleiadi un poco più su.

  Case nere: bianche gallinelle!
Case sparse: Sirio, Algol, Arturo!
Una stella od un gruppo di stelle
per ogni uomo o per ogni tribù.

  Quelle case sono ognuna un mondo
con la fiamma dentro, che traspare;
e c'è dentro un tumulto giocondo
che non s'ode a due passi di là.

  E tra i mondi, come un grigio velo,
erra il fumo d'ogni focolare.
La Via Lattea s'esala nel cielo,
per la tremola serenità.

da
I Canti di Castelvecchio





pubbl.02.11.20
foto di mario bonuccelli

martedì 23 ottobre 2018

CONFINAZIONI D'ALTURA - TRENTO 22-23 OTTOBRE 2018





GIORNATA DI STUDI "PER TOTUM ORBEM TERRARUM EST...LIMITUM CONSTITUTIO" II. CONFINAZIONI D'ALTURA
22-23 ottobre 2018

Responsabili scientifici:
Anselmo Baroni, Elvira Migliario





AUTUNNO 2018

P. I. Čajkovskij - Ottobre, canzone d'Autunno op. 37a n. 10 


Olga Scheps (foto wikipedia)

Pianista: Olga Scheps







 






        









  Biografia di Piotr Ilic Tchaikowsky                                                                                     (fonte Wikipedia)
  


giovedì 9 novembre 2017

la fine di Ottobre




31 OTTOBRE 2017









































La salita verso Casa Pascoli e il Borgo della Poesia, 

la mattina appena sorto il sole.





il sole è tramontato, ancora poche ore e anche Ottobre finisce...




            


" I due alberi"  di Giovanni Pascoli



Vento dei Santi, il giorno si raccoglie
già per morire; e tu su’ due gemelli
alberi soffi, e stacchi lor le foglie.

Ora le tocchi appena, ora le svelli:
quali cadono a una a una, quali
partono a branchi, come vol d’uccelli.

Tutta una fuga, quando tu li assali,
si fa nel cielo, e in terra, fra le zolle,
un fruscìo grande, un vano tremor d’ali:

stridono e vanno, girano in un folle
vortice, frullano inquïete attorno,
calano con un abbandono molle.

A volte sembra muovano al ritorno,
a sbalzi... Ma, tu le riprendi, e porti
con te, via. Tutte son cadute e il giorno

è morto: tu lo sai, vento dei Morti!


ii


    Viene col vento un canto di preghiera
e di tristezza, e vanno via le foglie
con lui, stridendo in mezzo alla bufera:

“Noi di noi siamo le fugaci spoglie:
la nostra vita è sempre là dov’era.

Il vento in vano all’albero ci toglie:
là rinverzicheremo a primavera„.

Col vento via le vane foglie vanno;
gemono, mentre intorno si fa sera.

“Non torneremo al rifiorir dell’anno:
noi ce n’andiamo avvolte nell’oblìo.

Non fu la vita che un fugace inganno.
L’albero è morto. Addio per sempre! Addio!„

È morto il giorno, ed anche muor la sera,
ed anche muore il canto tristo e pio.
E il cielo splende su la terra nera.


iii


Il vento trova la sua strada ingombra
di foglie e stelle. Gli alberi, sparito
e l’uno e l’altro. Io vedo una grande ombra.


Ne vedo un solo. All’animo lo addito,
l’albero solo. Spunta da un velame
di nebbia eterna, ed empie l’Infinito.

Protende le invisibili sue rame
cui sono appesi d’ogni parte i mondi.
Si crolla ad un grande alito il fogliame;

e d’un perenne tremolìo le frondi
lustrano ardenti. Alcuna cade e brilla
giù per gli abissi ceruli, profondi.

Io, sotto la corona, che sfavilla,
dell’Universo, odo, smarrito assòrto,
uno stridìo. Forse una foglia oscilla

ancora a un ramo dell’albero morto.








Nuovi Poemetti - 1909