Visualizzazione post con etichetta Vanno in Maremma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vanno in Maremma. Mostra tutti i post

lunedì 19 dicembre 2016

VANNO IN MAREMMA racconto di Neri Tanfucio



Renato Fucini
(Neri Tanfucio)

foto da :bibliografiaeinformazione.it







racconto da
LE VEGLIE DI NERI
Milano - Casa Editrice Luigi Trevisini
edizione del 1934




Vanno in Maremma

Questa me la raccontò nel canto del fòco l'amico Raffaello, quella sera che m'invitò a cena a mangiare le pappardelle sulla lepre.
Il sei di dicembre dell'anno passato, te ne ricorderai e se non te ne ricordi non importa, fece un tempo da diavoli. A guardare la montagna poi, era uno spavento; e anche di quaggiù si sentiva la romba della bufera che mugolava fra i castagni, mandando fino a noi qualche foglia secca insieme col sinibbio che strepitava sui vetri delle finestre come la grandine. Io son fatto peggio delle gru: più cattivo è il tempo, e più sento il bisogno d'essere in giro. E volli uscire con lo schioppo in cerca di qualche animale.
A un mezzo miglio da casa, sulla via maestra, incontrai Maso del Gallo tutto imbacuccato, e lo fermai per sentire se sapeva punti beccaccini.
«Dio signore! sor Raffaello», mi disse soffiandosi nelle mani, «non mi faccia fermare; mi par d'esser diventato un pezzo di marmo.»
«Insegnami un beccaccino.»
«Ce n'ho uno nella madia che l'ammazzai l'altra sera all'aspetto. Se vòl quello, lo vada a pigliare, ma altri non ne so davvero.»
«O come mai?»
«O dove li vòl trovare, benedetto lei, se è tutto una spera di ghiaccio? Torni, torni indietro, ché piglierà un malanno. Ma non lo sente che lavoro è questo?»
Infatti si durava fatica a star ritti, tanta era la forza del vento gelato che, avendogli voltato contro le spalle, ci tormentava sbacchiandoci nel collo un nevischio duro e tagliente come vetro.
Distratto da una truppa di cinque persone che ci passarono accanto, domandai a Maso: «O que' disgraziati?».